Il senso di un giornalista cassintegrato

Torno da Roma. Questo non è il treno che corre. Non riesco ad apprezzare abbastanza la poesia del viaggio slow, vorrei schizzare da un punto all’altro e vedere paesaggi veloci e immobili dal finestrino o non vedere nulla. Sono stato due anni in cassa integrazione. Se non sai cos’è: si tratta di quella specie di … Leggi tutto

Cosa succede in città: il futuro dei giornali italiani

Da qualche tempo, complice anche un mio maggiore interessamento alla stampa estera, leggo in tutte le salse notizie, opinioni, dati e ipotesi sul futuro dei giornali e del giornalismo. Dibattito appassionante, un poco catastrofico. Capirete, ogni blogger che scrive “i giornali stanno morendo” è una grattata di balle.
Mi sta venendo l’orchite.
La situazione non è buona, non ci voglio io per dirlo. Qualche giorno fa, parlando con un bravo collega napoletano, poliglotta, emigrato in Scozia nei tre mesi che hanno preceduto l’acme della crisi, mi ha raccontato che è entrato in un Paese e ne ha lasciato un altro. «I giornali hanno tagliato subito, iniziando dai collaboratori ma anche dai redattori ordinari. Lì c’è flessibilità ad uscire dalle aziende. Ma ce n’è anche ad entrare nel mondo del lavoro». Già.
Dunque, volendo tralasciare il New York Times cui già tutti stanno tirando i piedi, vorrei parlare del mio piccolo mondo.
Ci credereste che nel periodo di crisi più nera del giornalismo, editori e sindacato si apprestano a rinnovare il contratto di lavoro dei giornalisti, scaduto da quattro anni? Un paradosso a prima vista, in realtà sarebbe assolutamente plausibile. La crisi dei giornali in Italia, la ritrosia dei big spender della pubblicità a cacciar quattrini per finire sulla carta stampata, soprattutto sui quotidiani,  è nota anche alle creature dell’orto e del bosco.  Quindi che facciamo, tutti fagotto entro 24 ore? Direi di no, il contratto giornalistico che si andrà a firmare – rimasto fermo per anni – è ora mosso da una parolina magica: prepensionamenti.

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E-Polis, E-pilogo. E mo’ stiamo tutti in cassa integrazione (etc)

Chi si aspettava megafoni, striscioni, proteste e molotov è rimasto quantomeno deluso. Insomma, i 137 redattori del gruppo E Polis vanno in Cigs, Cassa integrazione guadagni straordinaria. Per quanto tempo, non si sa: la richiesta è per il massimo possibile, 24 mesi. C’è chi dice che durerà un mese appena, c’è chi dice che è … Leggi tutto

La crisi di EPolis: reazioni all’esterno

In questa paginetta ci sono tutte le solidarietà ricevute dalla redazione de Il Napoli. Alcune sollecitate, ovvio. Ma non come qualche maligno sostiene, “pilotate”. Molte sono sincere e lo dimostra l’attenzione delle ultime ore. Qualcun altro sostiene invece che sbattersi così tanto per ottenere reazioni più o meno sdegnate non serve. E’ così? E’ forse … Leggi tutto

La crisi E Polis vista da dentro.

– Stai bene? – No amico, mai stato così lontano dallo stare bene. (Pulp fiction) Anzitutto una sola parola: grazie. In questi giorni difficili sono state tante le mail, tanti i messaggi di amicizia e solidarietà. Ma quanta gente legge questo blog? Io non l’avevo mica intuito il potere di questo piccolo spazio. Poi, una … Leggi tutto