Libri, libri, libri: tutto in 48 ore

Allora, la bella notizia è che “La mia banda suona il porn“,  oggi, giovedì, alle ore 18 sarà alla Fnac di Napoli con i suoi autori, Paolo Baron e Raffaella R. Ferrè.

Ventiquattro ore dopo, il sottoscritto vi allieterà con Maurizio De Giovanni e Giuliana Covella (sempre ore 18) ospiti alla Ubik di via Benedetto Croce, sempre nel ridente capoluogo, per presentare il libro fotografico “Napoli in bianco e nero” di Mariconda e Castronuovo.

Te piace ‘o presepe? Contro i pastori vip

Ho dato una rapida e superficiale occhiata all’archivio fotografico giornalistico che consulto quotidianamente per lavoro. C’è di  che riflettere: negli ultimi tre anni hanno fatto salire sul presepe (l’elenco è incompleto) almeno un centinaio di pastori Vip. La procedura è sempre la stessa: muore qualcuno, una coppia scoppia o si sposa, il politico vince o perde le elezioni, il goleador fa sognare o qualcuno va in galera ed ecco che uno degli artigiani di San Gregorio Armeno ti propina il pastore ad hoc. C’è la foto e c’è sempre un giornale che “abbocca”. I puristi del presepe non ne possono più, io sto con loro.
Ecco qui una lista – parziale – dei pastori vip negli ultimi 2-3 anni:

Michael Jackson
Mike Bongiorno
Elton John
Massimo Ranieri
Oreste Lionello
Ezequiel  Lavezzi
Zlatan Ibrahimovic
Al Bano e la Lecciso
Renato Brunetta
Maria Stella Gelmini
Barack e Michelle Obama
Nicholas Sarkozy e Carla Bruni
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Elton John e l’occasione mancata di Piedigrotta

But the sun’s been quite
kind while I wrote this song
It’s for people like you that
keep it turned on

Elton John -Your song

Molti si sono scandalizzati per i 750mila euro pagati da Comune di Napoli, Ept e Regione Campania a Elton John per il concerto di piazza Plebiscito, clou della Piedigrotta 2009. E questo è un fatto.
È un fatto acclarato anche che Napoli in quest’estate strana, torrida, si sia distinta  in negativo per casi di omofobia. Aggressioni, atti di intolleranza verso giovani omosessuali e verso chi – con coraggio – s’era messa in testa di difenderli in pubblica piazza ed ha incassato botte e indifferenza.

Fino a qualche anno fa ero straconvinto  che Napoli non sarebbe mai potuta essere toccata da un odio di questo tipo.
Sono nato e cresciuto in un quartiere popolare, nei bassi che si affacciano sul mio vicolo, ci sono i femminielli. Mai che nessuno del quartiere li abbia considerati diversi.  Una sera di qualche anno fa,  il compianto Sergio Piro, mi spiegava di come la cultura del femmeniello, fosse alla fine diventata un antidoto tutto partenopeo all’omofobia.

Questo che c’entra, con Elton John, con i casi di omofobia a Napoli?
C’entra, perché l’arrivo di Sir Elton si sarebbe potuto trasformare in un’occasione  staordinaria, in un tentativo di riconciliazione, attraverso la musica di un uomo che vive la sua vita di gay orgogliosamente, alla luce del sole, di quella parte della città  – mi ci metto anche io – ferita, mortificata e dispiaciuta per quel che è accaduto in quest’estate di stupidi e violenti.
E invece, nulla di tutto questo. La pulcinellata di Piedigrotta è archiviata: ai posteri un accenno di ‘O sole mio col pianoforte e una passerella di politici sotto il palco. Si poteva, si doveva, pretendere molto di più.