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Oggi è morto Totò

aprile 15th, 2012 · 9 Comments · giornalismi, napoli, obituaries

 

L’ho pubblicata anche qualche anno fa, lo rifaccio. Oggi è l’anniversario della morte di Totò. Questo è il ricordo, commovente che Eduardo De Filippo fece dalle pagine del Paese Sera.

«Erano più colorate le strade di Napoli, più ricche di bancarelle improvvisate di chioschi di acquaioli, più affollate di gente aperta al sorriso allora, quando alle dieci di mattina le attraversavo a passo lesto avevo quattordici anni per trovarmi puntuale al teatro Orfeo, un piccolo, tetro, e lurido locale periferico, dove, in un bugigattolo di camerino dalle pareti gonfie di umidità, per fare quattro chiacchiere tra uno spettacolo e l’altro, mi aspettava un mio compagno sedicenne che lavorava là….

Oggi è morto Totò. E io, quattordicenne di nuovo, a passo lento risalgo la via Chiaia, e giù per il Rettifilo, attraverso piazza Ferrovia. Entro per la porta del palcoscenico di quello sporco locale che a me pare bello e sontuoso, raggiungo il camerino, mi siedo e mentre aspetto ascolto a distanza la sua voce, le note della misera orchestrina che lo accompagna e l’uragano di applausi che parte da quella platea esigente e implacabile a ogni gesto, ogni salto, ogni contorsione, ogni ammiccamento del “guitto”. Do un’occhiata attorno; il fracchettino verde, striminzito, è lì appeso a un chiodo: accanto c’è quello nero. Quello rosso glielo vedrò indosso tra poco, quando avrà terminato il suo numero. I ridicoli cappellini… A bacchetta, a tondino… e nero, marrone, e grigio… sono tutti allineati sulla parete di fronte. ..Manca il tubino: lo vedrò tra poco. Il bastoncino di bambù non c’è: lo avrà portato in scena. E lì, sulla tavoletta del trucco? Cosa c’è in quel pacchetto fatto con la carta di giornale? È la merenda, pane e frittata. E la miserabile musica continua, e la sua voce diventa via via ansiosa di trasportare altrove quella orchestrina, di moltiplicarla. Dal bugigattolo dove mi trovo non mi è dato vederlo lavorare, ma di sentirlo e immaginarlo com’è, come io lo vedo come vorrei che lo vedessero gli altri. Non come una curiosità da teatro, ma come una luce che miracolosamente assume le fattezze di una creatura irreale che ha facoltà di rompere, spezzettare e far cadere a terra i suoi gesti e raccoglierli poi per ricomporli di nuovo, e assomigliare a tutti noi, e che va e viene, viene e va, e poi torna sulla Luna da dove è disceso.
Ora sono travolgenti gli applausi e le grida di entusiasmo di quel pubblico: il numero è finito. Un rumore di passi lenti e stanchi si avvicina, la porticina del bugigattolo viene spinta dall’esterno. Egli deve aprire e chiudere più volte le palpebre e sbatterle per liberarle dalle gocce di sudore che gli scorrono giù dalla fronte per potermi vedere e riconoscere, e finalmente dirmi: ” Edua’, stai cca’! ” E un abbraccio fraterno che nel tenerci per un attimo avvinti ci dava la certezza di sentire reciprocamente un contatto di razza. E le quattro chiacchiere, quelle riguardavano noi due, le abbiamo fatte ancora per anni, fino a pochi giorni fa
».

Eduardo De Filippo – dal Paese Sera del 1967





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9 commenti presenti ↓

  • 1 Pino Solazzo // apr 15, 2012 at 12:34

    Memorabile questa pagina ridondante di grande amicizia e di una descrizione dell’immensità che questi due nostri grandi uomini, italiani e napoletani, con la loro grande arte, ci hanno donato. Grazie a chi ce la ripropone,

  • 2 ottanta/cento // apr 15, 2012 at 13:45

    Ma grazie, grazie.

  • 3 ferdinando // apr 15, 2012 at 14:53

    Grazie per averlo pubblicato, mi ha commosso

  • 4 daniele // apr 15, 2012 at 15:00

    grande. commovente. grazie per averlo pubblicato.
    impossibile non amare un grande uomo come Totò, che perfino uno della mia generazione, che lo ha conosciuto solo attraverso la televisione e – purtroppo basta- non può fare a meno di apprezzarlo. prtroppo questo è uno dei pochi siti che ha ricordato la ricorrenza della sua scomparsa e per questo vi anmiro doppiamente.
    un salto, daniele.

  • 5 Vincenzo // apr 15, 2012 at 17:46

    Grazie Totò, Grazie Eduardo.

  • 6 veronica // apr 15, 2012 at 20:46

    emozione indescrivibile:in questo messaggio c è tutto:il ricordo di un “artista”che ha lasciato tanto…e tanto ha insegnato:l umiltà nel fare ciò in cui credeva senza pretendere nulla in cambio,l amore e la passione per la sua napoli….

  • 7 Arturo // apr 15, 2012 at 20:53

    Totò è Napoli.
    Totò è l’Italia.
    Totò è l’uomo di mondo nel mondo. Era un essere umano come ognuno di noi. Grandezza- limiti umani. Ha interpretato la vita come TUTTI NOI, e come tutti noi l’ha recitata. L’ha interpretata però, anche davanti ad una pellicola.

  • 8 Renato 1927 // apr 17, 2012 at 00:50

    Anch’io a dodici anni vidi Totò, in un cinema molto modesto, in Fermo con le mani ed Animali pazzi; l’anno dopo, San Giovanni decollato e dissi con il mio entusiasmo di adolescente: Questo è un grande. E litigai con una ragazzina snob che mi contestò che invece si trattava solamente di un “guitto”. Non ero io a sbagliarmi.

  • 9 luciana // nov 20, 2012 at 20:58

    Il grande Totò ed un museo per lui con un semplice voto…

    http://www.iluoghidelcuore.it/login/segnala/rione-sanita-casa-di-toto

    bastano pochi istanti per un gran gesto…Totò nel cuore….il principe della risata conta su di NOI…

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