Ninna nanna del fabbricante d’armi

finch_c_guerra_c_speranza_alberto_sordi_alberto_sordi_009_jpg_tpfv

FInché c’è guerra c’è speranza – Alberto Sordi

 

Ninna nanna del fabbricante d’armi

Michele Serra

Dormi bambina bionda
che il tuo papà ti culla
e il sonno è come un’onda
che non si pensa a nulla.

La guerra si consola
nel buio della stanza
e il fatturato vola
nel cielo di Brianza.

Coi soldi della bomba
ti comprerò la Barbie
con quelli del tritolo
il pupazzo di Sgarbie.

Dormi, che la paura
è solo un brutto sogno
e finché il mondo dura
non cala il fabbisogno.

Dormi, capolavoro
del mondo che lavora
ho fatto la mia bimba
disfando quelle altrui,

Dormi e non dire niente
abbraccia il tuo pupazzo
che i bambini d’oriente
dormono già da un pezzo.

Senza Pazienza e senza Cuore

Essendo la mia una generazione che al massimo può sentirsi collettivamente orfana dei manga giapponesi, o delle serie tv americane, ho sempre guardato con affetto a manifestazioni di malinconia come ad esempio quella di Gianni Mura e i suoi  SenzaBrera. Dunque, con altrettanto magone faccio presente che vent’anni fa se ne andava Andrea Pazienza, ricordato in un bell’inserto di Liberazione e su Macchianera.
E che altrettanti anni fa – ironia – nasceva Cuore, il “settimanale di resistenza umana” di cui Berselli ha scritto sulla domenica di Repubblica, preludio ad un libro-revival di Rizzoli che però mi rifiuto di comprare.
Primo perché costa TRENTA euro, secondo perché Michele Serra nella prefazione anticipata sul giornale non è stato affatto convincente. Anzi secondo me oggi, a differenza di qualche anno fa, non gli piace più nemmeno tanto ricordare quell’esperienza.