Anti-camorra da appaltare (a Campania Digitale)

L’anti-camorra sarà sì un valore. Ma di questi tempi è diventato anche un bel borsellino pieno pieno di quattrini. O almeno così mi è sembrato, leggendo e scrivendo del nuovo affidamento della Regione Campania alla società Campania digitale, già Talete (sì, quella che gestisce  il blog di Antonio Bassolino, che gestirà il sito del turismo di Claudio Velardi,  che riprende con telecamere ogni passo di ‘o governatore). I più attenti ricorderanno che me ne sono occupato spesso.

Qual è la novità odierna? E’ la vagonata di denaro che arriverà a Campania digitale per amministrare politiche anti-camorra dell’Ente Regione. Ovviamente nulla di illecito. Però qualche domanda bisognerebbe porsela: è giusto affidare certe cose così delicate ad una società regionale? Ad un realtà, a comunicatori, esperti e tecnici non certo entrati per concorso in Regione, bensì per cooptazione e comunque per chiamata diretta? Per occuparsi di anti-camorra bisognerebbe essere, secondo me, al di sopra di ogni sospetto. E secondo me bisognerebbe evitare di spendere tutti questi quattrini per la giornata contro le mafie di marzo. Si tratta di uno spreco, investiteli in qualcosa di veramente incisivo. Fatevi voi un’idea: qui c’è il il mio il mio pezzo per Il Napoli – EPolis, qui c’è la delibera di giunta regionale.


Casalesi, champagne (un cin-cin con Sandokan)

Qualche anno fa (molti, va) andavo in bus da studente, a Roma, per una manifestazione anticamorra. Con noi, i giovani organizzati, gli “Studenti contro la camorra“. E il loro leader, Francesco Emilio Borrelli. Lui poi dopo aver fatto lo studente organizzato superiore e lo studente organizzato universitario ha fatto carriera nelle file dei Verdi. Ora è assessore alla Provincia di Napoli, un ente pieno di sorprese, come la fabbrica di Willy Wonka.

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