Galassia Gutenberg 2010? Non c’è

Già degradata a mercatino di libri, salvata in extremis lo scorso anno giusto per evitare la figuraccia dello stop nella XX  edizione, Galassia Gutenberg potrebbe saltare l’edizione 2010. La formula era vecchia, indubbiamente; gli spunti culturali, inesistenti. Però, da qui a perdere anche l’unica fiera dell’editoria libraria del Mezzogiorno…

Carta stampata e carta straccia

Ieri mi sono occupato di carta, non unico fra i giornalisti napoletani. Il Comune di Napoli spenderà un milione d’euro per i prossimi due anni in carta. In rotoli di carta igienica, in tovaglioli, tovaglioli, cartone, ma soprattutto fogli da stampante e per le fotocopiatrici: oltre 100mila risme di A4 per due anni. Ogni risma è da 500 fogli, il conto è presto fatto. Insieme alla carta, anche una analisi sui costi delle aziende partecipate, sfruttando la pubblicazione del semestrale report sull’argomento.

Il calcolo degli alberi è stato fatto su dato empirico: secondo Focus e il Wwf internazionale,  da ogni albero si ricavano circa 79mila fogli di carta A4. Ho ricordato anche che a Napoli le delibere vengono prima scritte al computer, poi stampate, poi rimesse in rete digitalizzate con lo scanner (!) Importante sottolineare che la carta che l’Amministrazione acquista non è riciclata.

Il Comune di Napoli, attraverso il suo sindaco, Rosa Russo Iervolino, il giorno dopo se ne esce con una replica di allucinante durezza.

Intorno al Comune di Napoli si sta cercando di sollevare un ulteriore e ingiustificato polverone privo di qualsiasi fondamento. […] Credo che la terza città d’ Italia meriti una stampa e dei commentatori politici all’altezza del proprio livello culturale e non una stampa che si occupi di strofinacci e carta igienica (con cosa si sarebbe dovuta sostituire?).

La storia è sempre la stessa: dobbiamo occuparci di quel che vogliono e di quel che dicono loro. Altro che cane da guardia, vorrebbero un docile barboncino. La risposta dell’Ordine dei Giornalisti della Campania non si è fatta attendere:

Dispiace che il sindaco Rosa Russo Iervolino non perda occasione per attaccare chi  svolge il proprio lavoro serenamente e con professionalità. Gli stipendi dei dirigenti pubblicati dai giornali sono quelli consultabili sul sito del Comune. Per quanto riguarda poi le aziende comunali l’ex assessore Riccardo Realfonzo a marzo del 2009 dichiarò che avrebbe tagliato metà delle poltrone e degli stipendi pari a 730 mila euro e invece oggi la spesa annuale è di un milione e 600 mila euro. Quanto alla qualità della stampa e dei commentatori cittadini ‘non da terza citta’ d’Italià il sindaco farebbe bene a guardare le statistiche degli istituti specializzati nella qualità della vita con analisi meticolose anche sull’efficienza delle giunte e dei sindaci, massimi rappresentanti delle stesse.
Purtroppo, Napoli da 10 anni è stabilmente agli ultimi posti della classifica della vivibilità e non è nelle graduatorie la terza città d’Italia.

Il (mio) discorso di fine anno

No, non è quello di quel tizio su quel Colle romano, roba antica, superata.

Con Norberto Gallo e Francesco Bassini di Napolionline.org la mattina di San Silvestro mi sono immodestamente prodotto in una lunga videointervista su due argomenti che in questo scorcio di fine 2009 hanno tenuto banco: il fallimento politico e amministrativo delle Municipalità di Napoli e la questione della web-tv voluta da Palazzo San Giacomo. Ringrazio entrambi (più Francesco Iacotucci of course) per aver sopportato i miei sproloqui.

http://www.napolionline.org/new/intervista-a-ciro-pellegrino-de-il-napoli-le-municipalita

Resuscitate Indro ed Enzo: al Comune di Napoli serve il direttore della web-tv

Sul giornale di oggi ho scritto che il Comune di Napoli farà la sua web-tv. Con soldi dei fondi europei, eccetera. Fosse solo quello.

Trascrivo qui da un documento ufficiale i requisiti richiesti per individuare il direttore di questa televisione in Rete (lettera protocollata al Comune con numero  2989 datata 16/11/2009):

1. essere giornalista professionista da almeno 20 anni;
2. avere fatto parte per almeno 3 anni di una  o più redazioni di periodici e o quotidiani di rilievo nazionale;
3. aver collaborato per almeno 5 anni con quotidiani di rilievo nazionale;
4. aver collaborato per almeno 3 anni con quotidiani on-line;
5. avere una comprovata esperienza nel campo della comunicazione istituzionale con una esperienza diretta in un ente pubblico;
6. essere autore di reportages e servizi per testate nazionali;
7. essere autore di programmi di inchiesta e di informazione del servizio pubblico;
8. aver svolto almeno una esperienza come conduttore di programmi televisivi di approfondimento del servizio pubblico;
9. avere una esperienza di conduzione di almeno 5 anni di notiziario televisivo del servizio pubblico;
10. avere esperienze pluriennali di ideazione, redazione e conduzione di programmi televisivi e giornalistici nell’ambito della televisione pubblica e non commerciale;
11. avere svolto ampia qualificata e comprovata attività quale formatore nel campo del giornalismo e della comunicazione;
12. avere una comprovata esperienza di direzione e formazione di un team professionale nel campo della comunicazione.

Dodici requisiti, analizzati i quali si desume che:

– il prescelto avrà ad occhi e croce più di cinquant’anni (ma nella migliore delle ipotesi);
– il prescelto sarà necessariamente un giornalista (o un giornalista pensionato) della Rai (leggi punti 7,8,9,10);
– il prescelto non dovrà aver granché competenza di web. Ammesso che (punto 4) aver collaborato con quotidiani on-line non venga considerato un titolo di conoscenza di tempi, mezzi e modalità d’una web-tv.

Nel pezzo di oggi non l’ho scritto  (poco spazio ed è sempre meglio dare i fatti che le opinioni) ma è allucinante che un progetto pubblico con soldi pubblici per un ente pubbliconon venga avviato con una selezione pubblica.
Il Comune di Napoli – come tutti gli enti istituzionali – ha tra l’altro anche degli elenchi professionali ad hoc (che strano, sono spariti da internet) cui attingere  in caso di nuove attività da intraprendere.

Il sindacato dei giornalisti, l’Assostampa Napoli, ha inoltre un altro elenco, lunghissimo. È quello dei colleghi professionisti e disoccupati. A Napoli il precariato giornalistico è su percentuali altissime. Fra i senza lavoro ci sono colleghi con curricula di tutto rispetto.

Parliamo di qualità: essere professionisti da un ventennio è garanzia di qualità per dirigere un giornale, una radio, una web-tv?  Garantisce  a prescindere competenza e affidabilità? Imporre il requisito (punto 10) di aver lavorato nel solo servizio pubblico (dove non ci sono concorsi veri da decenni, ma assunzioni a chiamata diretta) è davvero giusto?

Leggeteli bene, quei requisiti: ipoteticamente Indro Montanelli e Enzo Biagi sarebbero fuori (nessuno dei due ha il requisito del punto 9).

E se il Comune di Napoli avesse voluto assumere, per assurda ipotesi, Enrico Mentana, non avrebbe potuto: il fondatore del TG5 e ideatore di Matrix ha lavorato (punto 10)  anche per la tivvù commerciale.