È tutto intorno a te

queste poche righe le ho scritte per il mio compleanno, il 27 febbraio, pubblicate su giualsud.it, un progetto che vi consiglio di seguire.   Sono Trentacinque. Nacqui una domenica di 12.775 giorni fa, fatti i dovuti calcoli (ma non ne sono del tutto sicuro). In tutto questo tempo ho accumulato libri, passioni e solleciti di … Leggi tutto

Regione Campania, dietrofront sullo strano bando per addetto stampa

Quel bando della Regione Campania di cui avevo scritto qualche settimana fa per un posto di ufficio stampa al Consiglio regionale è stato revocato. La Regione ha evidentemente compreso che troppe erano le incongruenze, denunciate anche dai giornalisti precari. Ora occorrerà tenere gli occhi aperti per capire i criteri del bando che sarà licenziato da … Leggi tutto

#Occupyscampia, il coprifuoco, il dito che indica la luna e non le Vele (qualche proposta operativa)

 

L’ho scritto lo ripeto: in via Baku o in viale della Resistenza tutte queste famigliole contente che passeggiano non le vedo. Dunque dire che il “coprifuoco” a Scampia non c’è, non esiste, non c’è mai stato, non mi piace, non è giusto.
Già, perché qualcuno obietta: non è vero che il clan impone il coprifuoco. Vi invito però a vivere una certa realtà. Andate stasera, a mezzanotte, a Scampia. Se non è il clan che lo impone è l’istinto di sopravvivenza. Dice: ma è in tutte le periferie così. Davvero? In tutte le periferie c’è un disegno organizzato teso a controllare perfino il traffico veicolare ad uso e consumo della più grande piazza di spaccio d’Europa? Molti di voi non sono di Napoli, hanno visto il film Gomorra. Ebbene, stupite: quel controllo così stringente è realtà.

Perché, dunque, tanti ditini alzati su #OccupyScampia? Perché è comodo. A Casal di Principe certa gente dice che il paese è “tranquillo”. Lo dicevano anche a Ottaviano con Raffaele Cutolo. Mi dispiace dirlo ma anche un certo associazionismo si muove secondo logiche vecchie: ho letto di “piattaforme” e “documento” da stilare. E invece il web va velocissimo. Non dico che bisogna star dietro ad un hashtag ma quanto meno non ridursi a tempi da pentapartito. Organizzare la speranza significa che ci mettiamo tutti lì, annullando le nostre individualità e individuiamo uno strumento nuovo, “un’arma” nuova.

Fermo restando che occorre occupare fisicamente i luoghi, e ricondursi sempre all’attività di chi si fa il mazzo sul territorio, io penso anche ad altro.

A una sorta di reportage permanente, stile Terra dei fuochi.  Uno strumento agile in mano a chi vive e opera quotidianamente a Scampia;  un ossevrvatorio che partendo ad un hashtag sia una specie di campanello d’allarme pronto li a martellare sulle istituzioni. Foto, filmati, testimonianze, notizie: tutto su hashtag #occupyscampia per martellare le istituzioni; a SCampia si fa molto lavoro sul territorio ma si è distanti dal rapporto col palazzo, serve un filo per collegare i due aspetti. Ecco, in quel filo ci mettiamo l’elettricità e diamo la scossa.

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#Occupyscampia (e il Forum delle Culture): la città da strappare al nulla

The world come chargin up the hill, and we were women and men Bruce Springsteen, “Blood brothers“ «We got our own roads to ride and chances we gotta take» Rischi da prendere, strade da percorrere . Canta Springsteen quando parla di fratelli di sangue. Lo sono coloro che condividono sogni, esperienze,  battaglie. Lo sono, penso, … Leggi tutto

Ecco la bozza di riforma dell’Ordine dei Giornalisti. Pubblicisti alla svolta, professionisti a rischio saturazione

In calce pubblico la bozza di riforma dell’Ordine dei giornalisti. O meglio, il cosiddetto “progetto di ricongiungimento”. Dalla bozza che l’OdG ha approvato ieri e che sarà presentata al ministro della Giustizia Severino, emergono dati importanti che è bene sottolineare in maniera schematica per renderli più chiari. 1. I pubblicisti continueranno a lavorare; l’obbligo di … Leggi tutto