Brunetta e gli altri: i siti web istituzionali e il loro utilizzo politico

Qualche giorno fa questo blog riportava la notizia della risposta via sito web istituzionale di Renato Brunetta ad una inchiesta de L’Espresso. Ora il giro s’è allargato e la notizia è finita sui giornali. Ci si scandalizza molto,  probabilmente a ragion veduta. Però secondo me andrebbe fatta una riflessione più ampia, prescindendo dal caso Brunetta e dall’evidenza grafica con la quale è stata occupata la pagina del sito innovazione.gov. Vale a dire: il sito di un ente pubblico può o no contenere dati di natura politica? Mi spiego meglio con un esempio che mi riguarda perché a suo tempo ne scrissi a più riprese : il caso Bassolino.

Il governatore della Campania, Antonio Bassolino, ha un blog che va sotto le cosiddette “pagine del presidente” linkate alla homepage dell’Ente regione. Il blog è pagato con soldi pubblici, creato da una società in house che si chiama Campania Digitale. Ovviamente Bassolino nel blog riflette di cose personali, di politica e società, molto spesso i suoi portavoce spediscono alle agenzie comunicazioni del tipo “lo ha scritto Bassolino sul suo blog”. A quanto pare non c’è una legislazione chiara sull’argomento, trattasi di etica della politica e contenimento delle spese (il blog di Bassolino è costato non poco alla collettività e non è granché). Ecco, mi chiedo: quest’episodio non è ancor più grave?

http://www.giornalisticamente.net/blog/2009/09/12/e-mio-e-lo-gestisco-io/

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