Il secondo Saviano (ovvero Roberto II, la vendetta)

Robertissimo Saviano dopo Gomorra prepara il suo secondo tomo (veramente è il terzo, se contiamo il libello pubblicato con il Corriere della Sera). Oggi un cattivissimo Dagospia viene ripreso (ma con toni decisamente più soft ed entusiastici) dal Corriere del Mezzogiorno. Dago lo riproduco qui “tanto loro sono rock e non s’incazzano”, direbbe quel bell’uomo di Gianni Solla. Per il Cormezz, ecco il link. Seguono repliche e controrepliche.

TAGLI PROFONDI A RCS. GRAN SCIVOLO ALLA MONDADORI – IL NUOVO LIBRO DI SAVIANO (SANTO E SGRAMMATICATO)
Mentre Paolino Mieli si occupa di alta strategia politica e mette il “Corriere della Sera” tra le braccia di Tremonti, dentro la sua casa editrice Rcs Mediagroup serpeggia una certa preoccupazione.
Il primo trimestre si è chiuso male con una perdita di 18,6 milioni e l’amministratore delegato Antonello Perricone deve prendere le forbici per quadrare i conti. Nei corridoi di via Solferino si parla di un taglio radicale dei costi per decine di milioni (50?), e preoccupa il calo dell’area Libri che dai 170,2 milioni del 2007 è passata nei primi tre mesi a poco più di 157. Non è bastato il successo de “La Casta” a risollevare il settore e ancor meno potranno servire le vendite del secondo libro di Stella e Rizzo “La deriva” che rappresenta un’appendice del primo best-seller.

Anche alla Mondadori non stanno allegri. Le vendite dei periodici non sono brillanti (vedi il declino di “Panorama”) e nei corridoi di Segrate si parla insistentemente di un piano che prevede l’esodo in forme diverse di almeno 60 giornalisti. Alla Mondadori hanno però una carta da giocare di enorme importanza e Dagospia è in grado di anticiparne i dettagli.

Sembra infatti che il jolly per risollevare i conti della casa editrice sia Roberto Saviano, lo scrittore napoletano che ha firmato il clamoroso successo di “Gomorra”. Da indiscrezioni trapelate risulta infatti che il 29enne autore del romanzo (33 edizioni e un film di successo) stia completando un nuovo libro destinato a replicare la fortuna del primo. Il titolo è segreto, ma si sa già che Saviano dedicherà la sua opera alla catastrofe sanitaria provocata in Campania dai rifiuti tossici. Il giovane scrittore ha concentrato la sua attenzione nell’area di Caserta ed è entrato nelle corsie degli ospedali per raccogliere dati impressionanti sulle patologie dei tumori e gli aborti spontanei provocati da tonnellate di rifiuti tossici.

L’allarme su Caserta è stato lanciato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, dagli oncologi dell’Istituto Pascale di Napoli e da riviste come “Lancet” e “Newsweek”. I decessi di origine cancerogena sono in questa zona sei volte superiori a quelli nazionali ed è su questo mare di veleni che Saviano sta raccogliendo un’immensa documentazione.

Il metodo di Saviano è più quello di un giornalista che si documenta che di uno scrittore di razza. Alla Mondadori e a “Repubblica” dove ha preso a collaborare lo sanno benissimo e gli mettono a disposizione collaboratori dalla penna felice che riescono a rivestire in forma letteraria il suo lavoro. Così è stato ad esempio per “Gomorra” dove sembra che siano intervenuti per l’editing due mani diverse, la prima che ha riscritto le 70 pagine iniziali (che sono fulminanti), la seconda penna meno smart per completare e rifinire un manoscritto sgrammaticato dalla prima all’ultima riga (A Largo Fochetti c’è il fuggi-fuggi dei redattori quando arriva un pezzo di Saviano). Comunque sia alla Mondadori, dove l’utile del primo trimestre è calato del 25%, aspettano San Saviano a mani giunte.

UPDATE del 4 giugno

Allora, sia Repubblica che Mondadori replicano a stretto giro di posta a Dago. Piccola nota: Antonio Franchini è l’uomo che ha scritto “L’Abusivo” (Marsilio), sul caso Giancarlo Siani. È uno dei libri più belli, intensi e veri su Napoli, il “sistema”, i napoletani e sul caso Siani. Chi non ce l’ha dovrebbe comprarlo.

Lettera 1
Caro D’Agostino, l’unica cosa di cui ci lamentiamo riguardo a Saviano è che i suoi articoli sono troppo pochi perché funzionano talmente bene che ne vorremmo di più.
La Direzione di Repubblica

Lettera 2
In relazione alla notizia di Dagospia di oggi, tengo a precisare che il dattiloscritto di Gomorra di Roberto Saviano è arrivato in casa editrice e ha avuto il normale e ordinario trattamento di ogni altro libro che viene poi pubblicato dalla Mondadori.
Ribadisco quindi che non è stato fatto nessun editing eccezionale e nessun tipo di intervento di natura straordinaria.
Trovo la teoria delle “due mani” assolutamente ridicola e indegna di essere commentata, posso ascriverla soltanto alla gratuita malignità di chi non riesce a farsi una ragione del successo del libro di Roberto Saviano.
Antonio Franchini – Responsabile Narrativa Italiana Mondadori

La replica di Roberto D’Agostino non si fa attendere:

3 – SAVIANO, TRUMAN SHOW A CASERTA
Ha destato scalpore l’anticipazione di Dagospia sul nuovo libro di Roberto Saviano, il giovane autore di “Gomorra”.
Sia a “Repubblica” che alla Mondadori si nega che lo scrittore abbia bisogno di affidare i suoi articoli e le sue opere a mani capaci di rifinire la sua fatica giornalistica e letteraria.
La lettera inviata ieri a Dagospia dalla direzione di “Repubblica” è affettuosa e lapidaria, e dice: “l’unica cosa ci lamentiamo riguardo a Saviano è che i suoi articoli sono troppo pochi perché funzionano talmente bene che ne vorremmo di più”.

È una lettera strana che forse avrebbe bisogno di un editing particolare perché nella sua concisione fa passare gli articoli di Saviano come motori di frigoriferi che “funzionano” bene al punto da desiderarne altri.
Da parte sua il responsabile per la Narrativa italiana di Mondatori, Antonio Franchini, nega qualsiasi “intervento straordinario sull’opera di Saviano” e definisce ridicola oltre che maligna la notizia delle “due mani”.

Nella sua infinita miseria Dagospia conferma tutto e non trova alcuna smentita alla notizia principale che riguarda il nuovo libro sul quale l’autore di “Gomorra” sta lavorando. Anzi, si può aggiungere che Roberto Saviano ha fatto un’infinità di interviste nell’Azienda Ospedaliera S. Anna e S. Sebastiano di Caserta dove si trovano dati allucinanti sulle malattie tumorali e sui veleni da rifiuti tossici. Il metodo di Saviano è identico a quello di Truman Capote che nel 1966 pubblicò “A sangue freddo” dopo aver vissuto per lunghi mesi nel Kansas per raccogliere notizie sui due assassini di una famiglia.
L’unica differenza è che si chiamava Truman Capote

5 Comments

  1. Savianeide, ultima (?) puntata:
    A Caserta “caccia” alla “gola profonda” di Saviano nell’ospedale (citato da Dagospia).
    Quali saranno questi “dati” di cui ha scritto D’Agostino?
    http://www.casertace.it/home.asp?ultime_news_id=1858

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  2. Antonio Apicella 26 Giugno 2008 at 19:50

    Marcia indietro del sito scandalistico Dagospia.com, che, il 4 giugno scorso, in un articolo dal titolo “Saviano, Truman Show a Caserta”, aveva dato dello sgrammaticato allo scrittore Roberto Saviano, secondo il sito lo scrittore avrebbe ricevuto l’aiuto di due mani diverse nell’editing di “Gomorra”. Ieri, dopo le polemiche suscitate da tale articolo, il responsabile di Dagospia, Roberto D’Agostino, ha pubblicato una nota in cui fa il mea culpa: “Non era mia intenzione gettare discredito sulla sua professionalità, avendo unicamente quella finalità di satira che caratterizza, come è noto, lo stile di Dagospia. Mi rendo conto però di avergli creato nocumento lasciando intendere che “Gomorra”, così come è stato pubblicato, sia stato frutto di chissà quale editing e manomissione. Voglia pertanto accettare – insieme alla casa editrice Mondadori – le mie scuse.”

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  3. Non credo ad un editing invasivo,
    Se fosse avvenuto ne sarebbe venuto qualcosa di diverso e forse migliore…

    Queste che seguono sono le mie impressioni di lettura

    ———
    Ho letto Gomorra di Roberto Saviano e non mi è piaciuto.

    Mi son ripromesso di finirlo, anche se dopo le prime cinquanta pagine avevo già capito dove andava a parare, ma non si può mai dire, poteva avere,nelle pagine finali, uno scatto decisivo….
    Ed invece non mi sbagliavo!
    Saviano ha mescolato notizie trite e ritrite sulla camorra, di terza mano, con storie totalmente inventate, luoghi comuni con scene tratte dai poliziotteschi degli anni ’70, personaggi tratti dallo sceneggiato il Marsigliese, con particolari macabri tratti dalla cronaca nera recente.
    Questo minestrone, anzi questa minestra maritata (ed i napoletani sanno a cosa mi riferisco), per effetto di una sorta di meccanismo di accumulo, non determina indignazione, anche per l’eccesso di enfasi.
    Troppe pistole che fracassano teste e mandibole, troppo sangue, troppi morti, troppi massacri che si susseguono a massacri.
    E’ un catalogo da obitorio e proprio per questo diventa una routine.
    Non è un romanzo perché mancano personaggi a tutto tondo ma sono solo una serie di figurine, una sorta di album Panini della camorra; non è libro di inchiesta perché non porta alcun contributo di novità alla lotta alla camorra.
    Infine qualcosa sul lessico: è piatto, come quello dei praticanti giornalisti che scrivono articoli di una colonna scarsa su un incidente stradale o sull’incontro di calcio Real Secondigliano-Atletico Melito.
    Eppure è stato comprato moltissimo, specie in quest’ultimo periodo.
    Dopo le minacce e la necessità della scorta l’edizioni hanno avuto un’impennata.
    Lo si trovava anche sugli scaffali degli autogrill tra un orsacchiotto di peluche ed una confezione da otto di coca-cola.
    Gomorra, secondo me, si può definire una scommessa mediatica della casa editrice di Segrate e, forse, l’autore, per un malinteso senso di eroismo, dai palchi delle manifestazioni anticamorra, ha azzardato affermazioni esagerate, imprudenti e senza uno scopo concreto se non quello di prendere inutili rischi.

    Di libri sulla camorra e sulla mafia ve ne sono a bizzeffe, molto più documentati e “rigorosi” (quando non si scrivono romanzi si DEVE essere rigorosi)

    In questi giorni sto rileggendo un libro di 10 anni fa di Saverio Lodato dal titolo: Diciotto anni di mafia.
    Questo è un libro rigoroso.

    Se invece vuole “sbariare”, allora si scrive un romanzo, che so, sulla monnezza e si può dare spazio alla fantasia

    Ma le cose a metà sono come la pezzogna, con la carne macinata.

    Gomorra è questo carne e pesce.
    A qualcuno può piacere a me no.

    E ci hanno fatto anche un film che con il libro poco ci azzecca, ma questa è un’altra storia.

    In compenso è stata l’occasione per un’ulteriore bagno di folla.

    Sono ansioso di leggere il Saviano 2.

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  4. Siete tutti invidiosi. non valete niente e non avete neanche la metà delle donne di saviano!

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  5. L’invidia è una brutta bestia : si perdona una cattiva azione ma non il successo!
    Grazie SAVIANO, hai messo a rischio la tua vita, per la verità! Sei l’eroe unico di questa epoca da schifo!

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