I tartufi (e i Merli) del giornalismo nell’era Berlusconi

Al di là del fatto se sia giusto o meno pubblicare certe intercettazioni (quelle dei vertici Rai-Mediaset) quando non ci sono reati e al di là dell’ipocrita “sorpresa” nello scoprire un asse tra i due principali network italiani (e nei giornali chissà cosa succede, eh…?); insomma al di là di queste cose, Francesco Merlo oggi ci propone un bell’articolo sul giornalismo e sulla dignità di chi lavora in casa Berlusconi e fa comunque il mestiere con la schiena diritta. E devo dire, è stato molto d’aiuto, dal punto di vista personale. Intelligenti pauca.

2 commenti su “I tartufi (e i Merli) del giornalismo nell’era Berlusconi”

  1. eheh non mi sottraggo alla domanda: per me “non dice”, nel senso che io sono in telelavoro, la mia redazione è casa mia, non scordartelo mai ; - )

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