Ora il Novecento dei grandi giornalisti italiani è davvero finito.
«Ad un ragazzo che vuol fare questo mestiere direi: fallo proprio se lo ritieni necessario. Si pensi: una volta si diceva la vocazione. È forse un termine che sa un po’ di mistico, di voti per la vita. Fallo proprio se credi che questo sia il tuo lavoro. E allora se è questa la tua aspirazione, non c’è nulla di meglio. L’illusione di mettere una virgola nel grande romanzo che si scrive ogni giorno, con una tua parola. Orgoglio, vanità? Quando abbiamo incominciato noi, l’obbiettivo era diventare una firma. Adesso forse è più importante diventare una faccia, è più facile. Credo che poi sia sempre essenziale possedere una testa».
Enzo Biagi
Update: posso non rilanciare la figuraccia del TgCom nel pezzo sulla morte di Enzo Biagi ? No, non posso.
Update II: al di là di Youtube, c’è il vastissimo archivio delle Teche Rai con tanto materiale sul cronista.
il coccodrillo al momento sbagliato è tragico…
e perchè scusa Pansa, Bocca, Scalfari sono da meno?
Hai citato grandi penne. L’ultimo è un “fondatore” e “direttore” per antonomasia. Gli altri due secondo me non hanno mai avuto quel distacco dai fatti.
Senza contare che Bocca ha “perso punti” con quel libro su Napoli (“Napoli siamo noi” – Feltrinelli) rabbioso ma infarcito di errori d’ogni tipo.
Non so, ma Enzo Biagi pure a 70 anni l’avrei visto in strada a fare domande, col taccuino, quelli che hai citato tu no-
Ti ho risposto da me, anche se mi rendo conto che l’argomento potrebbe occupare paginate web.
Grazie della visita e grazie per avermi fatto scoprire la gaffe clamorosa del TGCom! Ciao
eheh, caro Massimo io non la penso così. Però ovviamente gli insulti sul tuo blog sono stupidissimi.
Ps: ho visto Bocca al Tg1 e quasi mi dispiace aver detto qualcosa di sgradevole su lui, era così malmesso…
Vedi, è proprio questo il punto: umanamente ci si dispiace, e ci si dimentica che stiamo parlando di una schiatta di vecchi tromboni strapagati che hanno spadroneggiato fino a due minuti fa producendo cose mediocri
Ed Ettore Mo, ce lo vogliamo dimenticare?…
@ Massimo C.Z.: le cose mediocri degli altri sono sempre più mediocri delle nostre cose mediocri, eh!? Vorrei io riuscire a essere mediocre come il Biagi de “Il fatto”, un esempio di lucidità, stile e asciuttezza anche a 80 anni suonati.