Rifiuti, scempi ambientali e i Padri padroni delle nostre vite

In questi giorni, dodici mesi fa, ero in quel di Cagliari e davo una sterzata alla mia vita professionale. Dodici mesi dopo dovrebbe essere tempo di bilanci, ma avendone fatti ad nauseam nei mesi scorsi, meglio lasciar perdere e cantare, seppur fuori stagione, wake me up, when september ends. Comunque, questo è in assoluto il periodo dell’anno che preferisco, da fine settembre agli inizi di dicembre. Poi con le feste comandate, tutto ritorna più stupido e sa di circolo vizioso.
Parlo di Cagliari perché sto leggendo – i libri arrivano sempre al momento opportuno per una qualche disposizione divina – “Padre Padrone” di Gavino Ledda. Un capolavoro, un autentico capolavoro. E non ho ancora visto il film dei fratelli Taviani.
Le cose si collegano, come le trame e i racconti: Ledda due anni fa è stato minacciato a colpi di lupara per aver denunciato che Baddhevrùstana (valle frondosa) a Siligo, il luogo della sua infanzia da pastore, stava per diventare una cava di sabbia. Invece a pochi chilometri da casa mia, a Giugliano, si lotta contro le ecoballe. Un eufemismo per definire enormi balle di immondizia, arrotolata in plastica bianca o verde chiaro e depositata lì, ad uso e consumo dei gabbiani e dei ratti, avvelenando migliaia di ettari di terreno coltivato.

Sabato su Il Napoli a corredo di un servizio sull’emergenza rifiuti, ho pubblicato un’immagine di una ottima mappa delle discariche della Campania costruita da qualcuno grazie a Google Maps e relativa proprio all’enorme deposito di ecoballe. L’ho fatto perché – secondo me – il lettore che non conosce le zone si fa una idea dello scempio ambientale soltanto se lo contestualizza rispetto al proprio territorio.
E nessun napoletano è così lontano da Giugliano, da Serre, da Louttaro, da Acerra per non poter tremare al solo guardare quell’immensa massa di schifo. E, prendendo in prestito il titolo di un bel libro di Pietro Treccagnoli, “non lo chiamano veleno”.

7 commenti su “Rifiuti, scempi ambientali e i Padri padroni delle nostre vite”

  1. L’amore per i fatti, la sensibilità dell’autore, ecco cosa emerge. Grazie. Grazie per il tuo modo di essere così puro e leale. Grazie perchè, attraverso i tuoi occhi, è possibile guardare il mondo.

    Rispondi
  2. @ Ciro
    Vedi che, senza rinnovare per forza la tua rubrica libri, comunque ci segnali cose interessanti? Questo di Treccagnoli me lo compro oggi pomeriggio.

    Rispondi
  3. Grazie Ciro. Sono contento che il mio romanzo ti sia piaciuto. Scrivere questo libro è stato per me come affidare il mio messaggio (un grido di dolore) in una bottiglia lanciata nell’oceano. Trovare un lettore che lo apprezza mi fa capire di non aver lavorato a vuoto.

    Rispondi

Lascia un commento