Ho letto La Casta dei giornali di Beppe Lopez. Bel libro, ma il mio amore per Stampa Alternativa (nato ai tempi dei Millelire) mi fa vedere ogni progetto di Marcello Baraghini sotto una luce dorata. In realtà sono poco d’accordo con la caccia alle streghe avviata da Report, continuata con La Casta di Stella e Rizzo e conclusa (forse?) con "La casta dei giornali". Penso che la carta stampata vada sostenuta, per una serie di ragioni. Siccome sono poco bravo, poco autorevole ma soprattutto ho poco tempo, ho due link per farsi una idea. Uno è l’ottimo dossier di Sherpa Tv (approposito, ma perché i blogger citano pochissimo Sherpa? C’è un poco di snobismo in tutto ciò). L’altro è un intervento del filosofo Habermas su Repubblica (qui la seconda parte) di qualche mese fa.
Update: qui invece c’è la segnalazione all’antitrust sulle tariffe agevolate in editoria
io non ho un blog, però leggo spesso sherpa, poi ovviamente magari i blogger preferiscono corriere o repubblica
Chissà perchè queste “belle” idee di sostenere le tasche private con i soldi pubblici ce le abbiamo solo noi in Italia… E’ questa la libertà di stampa? Vorrà dire che fonderò un giornale anch’io.
eheh, chicco ma non è mica così facile…devi assumere…
Grazie per la citazione di SherpaTv, praticamente il luogo dove vivo, Ciro.
Non credo però che si tratti di snobismo. Semplicemente siamo ancora piccoli… ma cresceremo….
In fondo siamo nati il 4 luglio. Dacci il tempo di affermarci!
Lucilla
Battutaccia (un po’ s*****a, ma non cattiva): per assumere assumo, tanto a licenziare si fa sempre in tempo…
A parte gli scherzi, invece mi piacerebbe sentirle, le tue ragioni. C’hai un blog apposta… Che fai, nicchi?
– Lucilla, lo so che siete gggiovani
Però secondo me c’è una certa abitudine al “linkaggio” di taluni mainstream media che invece hanno perso in smalto e autorevolezza.
– Chicco: se assume regolarmente, se non fa imbrogli, se davvero fa un giornale “onesto” (non dico obiettivo ma onesto), penso che l’impresa editoriale abbia diritto a supporti economici così come l’impresa metalmeccanica o quella del terziario. Discutiamo sui contenuti, sulla legge e sui criteri, ma il discorso di fondo è giusto. Perché non accade in altri Paesi? Il contributo all’editoria è inversamente proporzionale alla spesa pro capite per prodotti editoriali. Ovvero: in Italia non si spende in giornali. E non è una bella cosa; ho avuto vergogna una volta vedendo un tedesco che comprava (in Italia) il suo giornale locale e un giornale italiano mentre l’edicola era affollata dai calendari culi&tette.
@ ciro: e secondo te perchè in italia non si spende in giornali? Perchè sono fatti bene? Perchè fanno i forti con i forti? Perchè fanno il cane da guardia della democrazia? Ma dai, ma per favore!! Mi meraviglio di te. E poi noi giornalisti siamo i primi a sapere che la stampa non è indipendente, anzi. E ancora ci facciamo le seghe mentali con la storia dell’obiettività e dell’onestà dell’informazione. Ma per piacere! La politica cominci a tagliare i viveri alla stampa, ne guadagneranno tutt’e due.
eheh, capisco il tuo punto di vista
io inizierei a tagliare gradualmente a partire dai pezzi grossi (rcs, sole, espresso). Però ti ripeto, il male non è il finanziamento, semmai come è elargito e la mancanza di controlli…imho
http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2007/11/01/i-torroncini-di-clemente/
Buona lettura…
ecco, questi potrebbero essere gli eccessi cui facevo riferimento prima ๐