La notizia che il New York Times sarà gratis nella versione web a partire da domani pare una rivoluzione epocale. A dire il vero, a me il Nyt sembrava già quasi completamente free: ogni qual volta ho cercato un articolo l’ho sempre trovato, da qualche parte. In Italia, dice l’adnkronos «la situazione e’ un po’ diversa, con i maggiori quotidiani le cui versioni digitali – da non confondere con i siti di notizie che portano il nome della testata – sono tutte a pagamento. Fra le poche eccezioni ci sono il Messagero, il Manifesto e il Giornale». E ovviamente – aggiungo io – Il Mattino di Napoli.Insomma, qui in Italia si discute sulle perdite dei giornali che vengono inseriti nelle varie rassegne stampa che fanno calare le copie vendute e negli Usa il colosso dell’informazione va via sul web a gratis.
Così come si discute dei presunti danni (giuro che ci fanno lezioni all’università) della free press e invece in Svizzera il nuovo free .CH sarà distribuito a domicilio. Qui c’è il numero zero, grafica bellissima.
E vogliamo parlare della Bild Zeitung che entra nel mondo della telefonia e offre un pacchetto Sim card + abbonamento al giornale, mentre in Italia il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano deve intervenire una volta al mese per ricordare che il contratto dei giornalisti è scaduto da quasi mille giorni?
Insomma, benvenuti nel passato remoto.
Ciro, anche il telelavoro che fate voi è innovazione. Però andrebbe regolato: mi rendo conto che dovrebbero farlo gli editori tutti, ma qui in Italia non si puo’ pensare di andare avanti senza un contratto nn ti pare? ciao