E Polis riparte, le penne tornano a scrivere

Facciamo così, tiriamola breve breve. Facciamo che vi ringrazio tutti, nessuno escluso: chiunque in questi mesi abbia mandato mail, sottoscritto comunicati di solidarietà, firmato petizioni, per chiedere il ritorno dei quotidiani E Polis, si ritenga doverosamente e affettuosamente ringraziato da parte mia.
Il silenzio di questi giorni è in effetti indice del lavoro che è ripreso ai ritmi forsennati ripartendo però dal nulla. Come andare da 0 a 100 km/h in un paio di secondi. Incurante.

11 commenti su “E Polis riparte, le penne tornano a scrivere”

  1. Peccato che oggi sia impossibile scaricare o aprire la versione da 3 Mb.
    Per quella da 10 ci vuole un’ora…
    (stesso problema di server per le edizioni delle altre città).

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  2. Caro Ciro, come è stata accolta dalla redazione partenopea del gruppo la notizia dell’ingresso nel nuovo Cda di Marcello Dell’Utri? Non trattandosi di un caso di omonimia, come ha già sottolineato Giorgio Melis, quali inedite prospettive si annunciano per l’editoria italiana?

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  3. @ Tutti
    Mettiamola così. Dell’Utri non saprà forse un ca**o di E Polis (nemmeno se è in Rete, come ha dichiarato ad “Affari”…..
    Ma se poi prende PubbliEPolis e la rivolta come un calzino e poi il giornale arriva ad oltre 1m di copie e assume veramente altra gente e veramente pagano tuti quelli in attesa e Ciro e gli altri continuano a scrivere liberamente come facevano prima e poi e poi, è bravo o è sempre il cattivone di turno, amico di Silvio e dei palermitani?

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  4. Forse Angelo ha ragione, dopo tutto. Non importa che il nuovo consigliere del CdA e futuro presidente di Publiepolis vanti una condanna in via definitiva a due anni e tre mesi di reclusione (pena patteggiata per ottenerne lo sconto di un terzo) per frode fiscale, più una condanna a due anni di reclusione per tentata estorsione aggravata ai danni dell’ex senatore del Pri e imprenditore trapanese Vincenzo Garraffa (quando Publitalia intermediò una sponsorizzazione della Heinecken sulle magliette della Pallacanestro Trapani). Poco importa che il nuovo consigliere di amministrazione sia stato indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, che vanti di aver portato ad Arcore il giovane Vittorio Mangano (uomo d’onore della famiglia di Pippo Calò), che abbia intrattenuto relazioni con personalità di spicco della mafia (Ciancimino e Cuntrera-Caruana), che, diventato amministratore delegato della Bresciano Costruzioni, questa sia andata poco dopo in bancarotta fraudolenta, che nel 1982 sia diventato prima dirigente di Publitalia ’80 (società per la raccolta pubblicitaria della Fininvest) poi presidente e amministratore delegato.
    Se un “cattivone” del genere permette ai suoi “dipendenti” di scrivere “liberamente” (ma l’ex direttore di E-Polis, Giorgio Melis, parla di “obiettivo strategico” – cfr. http://www.altravoce.net/2007/09/11/sorpresa.html) e tutti ricevono il sudato stipendio, può avere inizio lo sdoganamento morale. E allora smettiamola di pagare, con i soldi dei contribuenti, i membri delle commissioni antimafia. Finiamola con la camorra e la ‘ndrangheta, con il pizzo e il racket, i lavavetri, le mignotte, il traffico di bambini, di armi, di droga, il riciclaggio di denaro sporco. Se un “imprenditore” mi assume, ipotizziamo, come commesso nella sua catena di negozi di abbigliamento e mi paga, è solo un bene per l’economia del territorio e per il mercato del mio paese, anche se quel negozio è stato aperto con i soldi di chissà quale attività criminale e con l’aiuto degli amici, anche se quel negozio non permetterà, e anzi ostacolerà, la libera concorrenza delle attività pulite. Certo, Niki Grauso non era uno stinco di santo. Quindi, che ben venga anche Marcello Dell’Utri. In Italia si sta bene. Stanno tutti bene.

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  5. @ Roberto
    Eh, certo! Se arriviamo al traffico dei bambini…
    Da quanto scrivi, inconfutabile e ineccepibile, capisco che:
    – la “Bibbia”, la “Madre” di tutte le verià cui è impossibile dire di no è la “Giustizia”. Quella delle sentenze, dei giudici ialiani, delle indagini. Quella di Travaglio, va’! Quella dalle letterine mandate nello studio di Santoro in tv a chi ti sta sulle scatole, lasciando vivere (e continuare a fare gli affari loro) decine (decine? migliaia…) di persone esattamente uguali a quelle che sbertucci indicando al pubblico ludibrio, alla gogna;
    – da oggi (però si deve fare, perchè altrimenti si “‘ntosta l’acqua” e basta) va istituita una “banca dati” di tutti i componenti di tutti i cda dei giornali, rai tv compresa per favore (perchè anche lì, scansando la pace di Lasorella, Freccero e decine di “obbligati a far nulla”, ci sono molti “accasati” provenienti dalle più splendide e barricadiere battaglie “per la libertà di opinione” degli anni ’70, ’80, ’90 ecc.). Con questa banca dati (chiamiamo anche Travaglio a far schedine, fra un libro simil-Casta e l’altro) sapremo esattamente il grado di “bianco”, di “pulito” che può consentire ad un giornalista di sentirsi l’anima in pace oltre che, legittimamente, il portafogli.

    O no?

    ps
    Ti avevo scritto una mail prima delle ferie. Non ci conosciamo, ma ti chiedevo un po’ di notizie e dettagli su un tuo commento (R.Bernardini, centri commerciali, ecc.). Forse non ti è arrivata o non hai avuto tempo di leggerla.

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  6. D’accordo, Angelo, il sistema è impoverito. Anche il buon Arnaldo Capezzuto lo (ri)conosce e lo combatte. Ma come siamo arrivati a questo punto? E a cose serve riconoscere uno o più errori fatti in passato, se poi si è recidivi? La questione potrebbe essere affrontata senza ricorrere alla semplificazione dicotomica buono-cattivo secondo la quale se non passa Marcello Dell’Utri allora va bene Marco Travaglio. Potessimo ancora permetterci di dividere la lavagna in due, preferei che il mio nome comparisse sotto quello di Travaglio e non di Dell’Utri, certo, così come sotto quello di Andrea Santoro, Enzo Biagi, Daniele Luttazzi, Sabrina Guzzanti, Giancarlo Siani, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Mauro De Mauro e Peppino Impastato, solo per citarne qualcuno. Ma la questione è un’altra. E quella “banca dati” di cui parli serve a poco alla (buona) coscienza di un giornalista.

    PS: La email non mi è arrivata Angelo o, forse, non riconoscendo l’indirizzo l’ho cestinata, per errore, come spam. Comunque sia, mi farebbe molto piacere poterla leggere e riceverne di ulteriori.

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  7. Apprendo con soddisfazione la notizia del ritorno e con interesse l’annuncio di una prossima edizione palermitana del quotidiano. Vorrei proporre la mia collaborazione per quest’ultima, potresti indicarmi un indirizzo email? Grazie

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  8. leggerò tutto con calma appena possibile, adesso sono alle prese con un nuovo caso di trasferimento obbligato (il secondo in tre anni) e volevo solo unirmi a chi ti augura ogni bene e milioni e milioni di cartelle ben retribuite. A presto

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