Ora, chiunque chiami la crisi connessa allo smaltimento dei rifiuti in Campania “emergenza”, forse ignora che sta utilizzando un termine assolutamente sbagliato. Già, perché l’emergenza nulla ha a che vedere con una situazione che va avanti da 14-15 anni, ma forse anche di più se si ricordano i tempi d’oro degli appalti Nu chiusi con un brindisi a champagne. Vabbè, solo per dire che oggi il New York Times assesta una bella batosta a Napoli, alla Campania e a tutti quelli che si sono adoperati affinché la crisi non fosse superata.
Ora si dirà: ci voleva il Nyt per bastonarli, ah solita stampa italiana supina. E invece, no, non è così. Il fatto è che questi qui sono di gomma, anestetizzati alla pubblica indignazione; impassibili ad immagini e parole; passivi alla voce della società civile, che qui a Napoli, si sono comprati a suon di prebende.
Certe volte penso sia meno rischioso fare il corrispondente di guerra in Afghanistan che fare delle vere domande serie a un nostro politico.
Certe volte credo che i veri talebani ce li abbiamo in casa.
Certe volte mi domando come alcuni colleghi riescano a fare i giornalisti in determinate realtà.
Che vergogna. Che vergogna! Che ver-go-gna!!! Ho trascorso gli ultimi mesi fuori dalla Campania e mi sono indignato più volte con chi, con un sorrisetto sarcastico mi diceva: ami Napoli? preferisci la brezza del mare o della munnezza? torno a casa e “tocco con mano” l’odore dello schifo che penetra nelle narici… ma dove siamo andati a finire? e perchè città ben più grandi come Roma o Milano riescono anon essere avvolte ed intrappolate dai problemi che la nostra amata Napoli subisce ogni giorno? e le umiliazioni, le batoste, la negazione di una vita civile, quando finiranno?
@ Ciro
Il link al blog di Bassolino è sbagliato, c’è un trattino di più