In questo periodo mi sto interessando nettamente di meno della questione camorra. Ovviamente tranne per quello che riguarda il mio quartiere: le cose lì le so più o meno per forza. I fatti trasudano dal tufo, fanno il giro dei vicoli, come un’onda lunga e camminano come palline da un vascio all’altro.
Ieri, giornata di corta (la corta è la giornata di festa infrasettimanale), dopo un giro al Vomero in dolce compagnia, dopo aver visto alla Fnac don Luigi Merola che ormai parla come Gigi D’Alessio scendendo per la zona mia, ho notato la colonna di auto dei carabinieri tipiche di quand’è successo un fatto. Così era.
La cosa brutta, e io lo sapevo, che andava a finire così, che mi sono trovato con tutta la dolce compagnia, annanz al nastro biancorosso dei carabinieri. Con la dolce compagnia quantomeno perplessa.
Ciro ti potevi sempre atteggiare e dire alla tua dolce compagnia: hai visto, sono scortato pure io, mica solo Saviano!
Hai dimenticato di raccontare la mia faccia e la mia risposta alla signora che mi ha chiesto cos’era successo.
La dolce metà – parlavi di me, vero? –