links for 2010-08-14
agosto 15th, 2010 · 2 commenti
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La foto e il contesto
agosto 14th, 2010 · Nessun commento
Bel pezzo del New York Times che ricostruisce il contesto della foto V–J day in Times Square di Alfred Eisenstaedt.
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Giornali, seguire le avvertenze
agosto 14th, 2010 · 1 commento
Fantastica “segnaletica per giornali”. Anzi, per i lettori. Tra le frasi:
- Avvertenza: Questo articolo è fondamentalmente solo un copia e incolla da comunicato stampa.
- Avvertenza: Questo articolo contiene curiosità, verificate le informazioni da Wikipedia.
- Attenzione: Per garantire future interviste con il soggetto, le questioni scottanti non sono state trattate.
- Attenzione: per rispettare una scadenza, quest’articolo è stato plagiato da un’altra fonte.
Bisognerebbe tradurle in italiano, no?
→ 1 commentoTags: comunicazione · editoria
links for 2010-08-13
agosto 14th, 2010 · Nessun commento
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Gli identikit conservati un anno e mezzo in 450mila server. Chi va in rete viene inseguito da inserzioni dedicate. Esiste un'operazione per disattivare il tracciamento ma è a carico dell'utente. Gusti, orientamenti sessuali e religiosi
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Smentita a mezzo social
agosto 13th, 2010 · 1 commento
Adnkronos pubblica la notizia di una presunta maxievasione di Vasco Rossi, circa 5 milioni e mezzo d’euro. Lui per tutta risposta rende pubblici su Facebook i documenti della verifica fiscale che dimostrano l’esatto contrario. Alla fine la notizia viene rettificata.
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Rai e Bbc, selezioni per giornalisti a confronto
agosto 13th, 2010 · 5 commenti
La Rai Tv assume giornalisti con una selezione pubblica a partire da settembre 2010. Un mesetto per vedere il bando, finora evidentemente coperto da segreto di Stato e per ora abbiamo in mano il verbale Usigrai-Rai che fissa i criteri di selezione. Senza voler fare i polemici a tutti i costi, andiamo a vedere cosa succede in casa Bbc. La tv britannica di Stato recluta giornalisti (e non solo) in maniera trasparente, semplice. C’è un sito ad hoc, jobs.bbc.co.uk. Certo, ce l’ha anche la Rai, il sito ad hoc, lavoraconnoi.rai.it, ma di giornalisti manco l’ombra.
L’accordo tra sindacato dei giornalisti Rai e azienda di stato prevede una serie di competenze per gli aspiranti giornalisti del servizio pubblico. Di che tipo? Ecco qui:
- diploma di laurea vecchio ordinamento oppure laurea specialistica o magistrale del nuovo ordinamento, oppure diploma rilasciato dalle scuole di giornalismo riconosciute dall’Ordine purché acquisito dopo il conseguimento di laurea.
- iscrizione all’Albo dei Giornalisti, elenco professionisti.
- conoscenza dell’inglese
- navigazione web e utilizzo software in ambiente Windows.
Noi al giornalista Rai (non si sa di cosa si dovrà occupare il cronista…sport, gossip, politica, salute, spettacoli, cultura?) chiediamo una generica conoscenza della cultura alla Trivial Pursuit, un poco di english e soprattutto l’immancabile “navigazione web in windows”. Una definizione che ci porta dietro di vent’anni.
Dopo le tenebre, la luce: basta andare su quel sito della Bbc e vedere in una delle tante posizioni aperte, quali sono in Uk le competenze richieste:
Skills, abilities and experience required
- A high standard of editorial judgement, writing ability and production skills based on substantial broadcast journalism experience.
- Ability to originate and develop programme ideas.
- A thorough understanding of production methods used in Regional Broadcasting and the ability to use technical and operational skills across Television, Radio and Online as required.
- A detailed knowledge of the BBC’s Editorial Policy and awareness of legal considerations applying to all types of output.
- Ability to use financial and technical resources to best effect and to manage programme budgets.
- Ability to lead staff, giving feedback on performance; a high level of interpersonal skills.
- A thorough knowledge of the editorial aims and policies of Regional Broadcasting.
- A keen interest in and thorough knowledge of local, regional and national and, where appropriate international affairs and an awareness of the needs and interests of regional and local audiences.
Gli inglesi dicono al giornalista di cosa si dovrà occupare e cosa serve affinchè svolga decentemente il suo compito. Dev’essere un gioranlista multimediale, trattare su più piattaforme. Questo l’accordo Usigrai-Rai non lo considera nemmeno. Benvenuti nel passato. E no, non è la Bbc.
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La Rai assume giornalisti. Ecco i criteri del bando
agosto 12th, 2010 · 8 commenti
Mancano date e modalità di svolgimento della selezione. Ma il verbale redatto da Rai e Usigrai, il sindacato dei giornalisti della tv di Stato fissa criteri inequivocabili per partecipare alla selezione dei giornalisti che si terrà a settembre 2010.
FIRMATO L’ACCORDO PER LE SELEZIONI ALLA TGR
Né ridimensionamenti, nè trasferimenti forzosi. Per le produzioni stagionali della TGR saranno reclutati nuovi giornalisti professionisti attraverso selezioni trasparenti. La Rai si è impegnata con l’Usigrai a pubblicare il 1 settembre sul proprio sito il bando per poter recepire le domande on line. Ci sarà tempo per poter chiedere di partecipare fino al 30 settembre. La platea cui l’azienda di servizio pubblico si rivolge è sensibilmente più ampia rispetto a quella coinvolta due anni fa nelle selezioni per Buongiorno Regione: oltre all’iscrizione all’ordine come professionista sono richieste la laurea ed un ‘età non superiore ai 36 anni. I dettagli saranno naturalmente contenuti nel bando. Il sindacato dei giornalisti del servizio pubblico intende solo anticipare con soddisfazione la conferma di un’inversione di tendenza : alla chiamata diretta che pure il contratto nazionale di lavoro giornalistico prevede si sostituisce una selezione aperta a tutti coloro che hanno i requisiti individuati in base alle attuali esigenze dell’azienda. L’autonomia comincia dall’accesso. Queste sono le riforme che si possono fare dall’interno, per la governance non si può che sollecitare il Parlamento.
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links for 2010-08-11
agosto 12th, 2010 · Nessun commento
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Poste Italiane ed il tracciamento delle Raccomandate per l’Estero
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La capitale portoghese invecchia a vista d'occhio. I giovani e le classi medie fuggono nelle cittadine dell'hinterland abbandonando i quartieri storici a un'inesorabile decadenza. Per finanziarsi all'amministrazione non resta altro che puntare sugli stranieri.
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links for 2010-08-10
agosto 11th, 2010 · Nessun commento
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breve saggio per il numero in edicola sul rapporto fra ebook e lettura
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Ferrari mignon per Lorenzino il Magnifichino
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Diario di un giornalista in erba
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Sardegna 1959. L’Africa in casa e l’Espresso di una volta
agosto 10th, 2010 · 1 commento
L’Espresso ripropone in pdf una parte della ‘Indagine sulla miseria’ sul Mezzogiorno d’Italia, del 1959 condotta dal fotoreporter Carlo Bavagnoli e dal giornalista Livio Zanetti. Si tratta dell’inizio, dedicato alla Sardegna.
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links for 2010-08-09
agosto 10th, 2010 · Nessun commento
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Il titolo è una parafrasi della teoria socialista liberale di Carlo Rosselli sintetizzata nell’espressione “Socialismo senza Marx”.
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Bloomberg offers free TV training for budding broadcast journalists | Journalism.co.uk Editors' BlogLo stagista? Da Bloomberg
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Umberto mio, non va più via, l’odore del libro che hai addosso
agosto 9th, 2010 · 3 commenti
Umberto Eco, il grande, inarrivabile, incontestabile Eco, da qualche decennio inizia i suoi articoli sul futuro del libro con una convinzione. Che stiamo tutti lì a dire: “dopodomani alle 22.15, massimo 22.30, il libro cartaceo non esiste più”. Non è così, le forzature dei titoli delle terzepagine dei giornali (“Libro addio”, “Arriva l’Ebook, il libro va in cassetto”, in soffitta, in pensione, al macero e via discorrendo) non sono l’opinione di tutti, nè tantomeno quella di chi crede nel formato ebook e crede soprattutto che un altro mercato sia possibile.
L’operazione più triste, a parte quella nostalgica (addio all’odore del libro, ma dove cazzo li compra i libri Eco? Da Feltrinelli odorano come un qualsiasi pezzo di carta trattato col cloro) mi dispiace dirlo, è l’operazione culturale del Sommo: bocciare l’ebook, etichettandolo come formato da utilizzare per libri di serie B.
«E se poi usciranno dalle librerie e vivranno solo su Kindle o IPad i libri usa e getta, i best sellers da leggere in treno, gli orari ferroviari o le raccolte di barzellette su Totti o sui carabinieri, tanto meglio, tutta carta risparmiata».
Anche in questo caso c’è un buco nel ragionamento, messo lì apposta per falsarlo. Eco sa benissimo che se così fosse (ebook libro di serie B, cartaceo libro di serie A) finirebbero in digitale non i Totti o i bestsellers (approposito, non lo è anche “Il nome della rosa”?) ma i libri che non trovano spazio in un mercato, quello italiano, oppresso da poche etichette, avvelenato dall’editoria a pagamento che ti illude d’essere “uno buono” se paghi per stampa, editing, grafica e distribuzione del tuo tomo.
Il funerale bisognerebbe farlo non al libro, ha ragione Eco, ma all’editoria italiana, tutta. E anche a chi, come te, caro professore, ha una voce autorevolissima e poco ha fatto per scardinare certi meccanismi.
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