Oh, ma c’era Walter Mitty a Napoli?

 

Oh, ma c’era Walter Mitty a Napoli?

Ti scrivo mentre è notte e ascolto “Space Oddity” di David Bowie nella versione del film “I sogni segreti di Walter Mitty” con Ben Stiller (mai visto? Se no, fallo).
Proprio Ben Stiller è stato a Napoli in questi giorni. Ha mangiato la pizza, fatto il giro ai Decumani, comprato i pastori,  visitato la città sotterranea. Ci mancava solo che salisse sul fottuto bus R2 alla Ferrovia tutto sudato all’ora di punta scansando i mariuoli.
Mentre l’attore era qui è uscita la notizia della sua separazione dalla moglie dopo tanti anni di matrimonio.
Non so niente del gossip dei divi americani, ma ho sperato che la Napoli di questi giorni, così calda, ventosa, sorprendente negli sbalzi di temperature, gli sia stata di conforto.
Guardo questa foto: forse è andata così.

Pensa che qui il quartiere più panoramico (teoricamente il più bello, sicuramente il più ricco) della città si chiama Posillipo, dal greco Pausilypon, ‘pausa dagli affanni’.

E tu? Dove ti prendi una pausa dagli affanni, in questa città?
Io ho più luoghi. Uno è l’Emeroteca Tucci, nel Palazzo delle Poste, in piazza Matteotti. Sono raccolti migliaia di giornali, ci sta quindi pure un po’ di me. L’altro è molto personale. Ma tutti abbiamo delle cose personali da conservare e tutelare, no?

Buongiorno camorra

La camorra non «torna a sparare», la camorra non ha mai smesso di fare niente. Sei morti in 48 ore, domenica ho scritto un paio di pezzi sulla percezione che si ha di questa cosa e su certi segnali tutti da interpretare.

Il Nuovo Salone del Libro di Napoli
per ora è una cameretta ammobiliata

 Mo’ mi faccio qualche altro amico con sto racconto, ma che posso farci? Sono andato speranzoso al Caffè Gambrinus per partecipare a questa sorta di ‘assemblea costituente’ del nuovo Salone del Libro. Breve antefatto: a Napoli negli anni 90 c’era una cosa bella, si chiamava “Galassia Gutenberg” e si faceva alla Mostra d’Oltremare. Libri, incontri, dibattiti, scrittori, editori. Poi sono finiti i soldi ed è finita la festa.
Un noto editore napoletano, che peraltro conosco, Diego Guida (è stato assessore e io da giornalista per molti anni ho seguito le vicende del Comune di Napoli) vuole rifare insieme ad altri editori un grande evento annuale su libri ed editoria in città e per questo ha chiamato a raccolta un po’ di gente al Gambrinus.
Ci sono andato, speranzoso. Sono tornato a casa un po’ dispiaciuto.
Partiamo da un fatto. A Napoli oggi se vuoi avere diritto di parola o sei un antagonista “di sinistra” che i libri li scarica in pdf o sei un professionista vomerese che legge un libro all’anno e ne recensisce/consiglia 50 al mese.
Vabbé, sono entrato, ho trovato un salone strapieno di gente, con la classica struttura da convegno. I convegnisti (dotti, medici, sapienti) al tavolo, gli interessatissimi davanti a tutti, i curiosi dietro e i poveri stronzi come me in piedi. Fin qui tutto nella norma. Lo specchio alle spalle dei relatori rifletteva la platea e dava la sensazione che stessero discorrendo con loro stessi, in un paradigmatico loop d’autoreferenzialità.
Quando hanno iniziato a parlare è stato peggio, porca troia.
Monologo dell’assessore oggi arancione e ieri del PDS che assicura finanziamento all’evento. Salvo poi scoprire, tre giorni dopo, che il disavanzo nel bilancio del Comune è 1 miliardo e 890 milioni di euro. Forse intendeva i soldi del Monopoli. Dunque eventualmente occorrerà andare col cappello in mano alla Regione Campania di Vincenzo De Luca.
Poi, seriamente? Ho sentito dire cose ascoltate ai convegni su “Napoli capitale del Mediterraneo” nel 2002. La fiera itinerante, riscoperta dei vicoli, i piccoli eventi, la libreria ‘dal basso’ da valorizzare.

Ah: sapete quante sono le persone che hanno letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi al Sud Italia? Il 28,8% (dati Istat).

E stiamo (stanno) pensando alla bancarella in piazza per vendere due-tre copie di fondi di magazzino ad un prezzo magari maggiore di quello che offre Amazon. Il tutto condito dal solito maledetto reading di brani del solito sferzante autore “di successo”.
La tizia della libreria vomerese che ha detto di aggregare tutti, «dall’insegnante a chi lavora in banca e le casalinghe» mi ha fatto girare e guardare la reazione della platea. Ho visto negli occhi vividi di coloro che erano entrati propositivi, spegnersi l’interesse per un evento che rischia d’essere la stantia riproposizione di modelli ridicolmente messi fuori mercato.
Vabbé, parliamo di gente la cui massima aspirazione in molti casi sono tre righe su Repubblica, Mattino o Corriere. Ah, e la «potenza dei social network!».

Su questa cosa dei libri…

Ho almeno 15 libri da consigliarvi. Ma questa newsletter non nasce per consigliare libri. Posso fare un video? Posso fare un audio che ve lo ascoltate? O è na cacata? RISP URGENTE. 🙂
(nella prossima invece parliamo un po’ di luoghi e cucina)

Mentre tutta Napoli si chiede “Chi è LIBERATO” il cantante anonimo e indie che va di moda io dico no.
Affanculo LIBERATO, radical chic piccoloborghese, ci sta Nino Buonocore che spacca tutto.
Per noi con la R moscia egli è il Mito.

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