Guida rapida per non farsi fottere appena arrivati a Napoli

Sostanzialmente.

1. Arrivi alla Stazione centrale. Poche chiacchiere:è un caos incredibile. Nulla ti ha preparato alla stazione di Napoli, forse l’India, il Medioriente o certe strade dell’Avana. In stazione stai tranquillo, più o meno. Uscendo lo sei di meno, soprattutto di sera (lo dico a quelli che “essere Napoletani è meraviglioso”: strunz, io abito a pochi metri dalla stazione ferroviaria di Napoli, so di cosa parlo).
Comunque se sei a piedi attento al trolley, cerca di uscire il più rapidamente possibile su corso Umberto.
PS: ma veramente hai messo il Rolex? A parte che è na cafonata, toglilo. Napoli è bellissima e il 99,9% delle persone sono di una onestà specchiata, ma toglilo dal polso. Ma che cazzo te lo sei portato a fare?

2. Come esci dalla stazione?

Non prendere il taxi fuori la stazione centrale se non costretto. Piuttosto spostati al corso Umberto e prendilo, paghi 1 euro in più la chiamata, ma i tassisti alla stazione so’ predisposti a spennare il turista (ok, non tutti, non è giusto fare un’erba un fascio, vabbè, ok, viva lo Re Borbone). Vuoi prendere il bus? Veramente? L’R2? E sentiamo, hai indossato anche il cilicio nelle mutande? Il bus 151 è pieno di borseggiatori, pure l’R2. La cosa più economica e valida? Prendi la metro Linea 1 così non devi uscire nemmeno dalla stazione. Quando passa regolarmente (quasi sempre dai) è ottima.

3. Taxi situation
Il tassista fiuta il pollo da spennare. Se hai un accento bresciano io non posso farci niente. Quelle e oppure quelle o allungate sono un disastro 🙂
Stammi a sentire. Attento che il tassametro sia acceso: non devi pagare niente in più rispetto al tassametro. Solo la chiamata se telefoni (1 euro) o eventuali valigioni in più (50 cent). Qui trovi tutto il tariffario attualmente in vigore.
Tu hai ragione, quelli ti fottono sul percorso, mica su altro. Io sai come faccio? Quando prendo il taxi per andare in redazione dico “andiamo alla Regione Campania”. Perché il tassista quando sente l’istituzione ha paura. Una volta millantai di lavorare al “corso pubblico comunale” (l’ufficio che rilascia o revoca le licenze ai tassisti) per evitare un percorso monstre in mezzo al traffico.
Parlaci, col tassista. «Sa, io che lavoro alla questura di Brescia conosco molti tassisti napoletani». Lui pensa che sei un guardio e si intimorisce.
Comunque un navigatore sul cellulare lo tieni pure tu…non farti fregare. E tieni sempre spiccioli altrimenti la corsa da 7 euro non avrà mai 3 euro di resto.
Attento alle banconote false! (ahah ora i napoletani orgogliosi ultras mi uccidono)

4. Mangiare senza truffe

Premessa: siamo a Napoli, non a Roma. A Napoli si mangia bene quasi ovunque e non ti propongono una lurida carbonara a 18 euro. Tuttavia, occhi aperti. Più sembrano trattorie caratteristiche e fetide fronte strada affacciate dal vicoletto e più sono in realtà locali acchiappa-turisti. Evita, ma che t’importa di risparmiare 2 euro se mangi male? Vai a mangiare in posti che t’ispirano anche nell’aspetto: sei turista, fai il turista intelligente e posa i soldi.
In generale nei giorni feriali, se vai a pranzo in un locale che serve di tutto, dai primi alla pizza, ci sono anche i menù coi piatti del giorno. Che non riceverai mai al momento, ma solo previa richiesta. Di solito ti danno il menù standard da turista.
Devi dire: «C’è anche il menù coi piatti del giorno?»
Se invece il cameriere ti spiega i piatti “fuori menù” per lo più a base di pesce, sappi che costano di solito di più.
Il capolavoro però sono gli antipasti.
«Facciamo un antipastino all’italiana? Per due? Quattro? Me la vedo io?». E lì sei fottuto. Non hai scelto l’antipasto dal menù, ti arriva un misto fritto enorme che ti uccide il gusto del primo piatto o della pizza e lo paghi più di tutto il resto. E invece tu sii zen e resisti all’odore della frittatina di maccheroni a pranzo: quella te la mangi in strada, ai Tribunali.
Cosa ordini? Pesce se lo paghi poco hai quanto paghi. Io eviterei intingoli simil Masterchef, la cucina napoletana è così bella nella sua semplicità.

Vabbé, fino al pranzo ti ho salvato. Il resto lo vediamo successivamente, ok?

Napoli, il centro sociale occupato e i «nemici della rivoluzione»

Sono da sempre sostenitore dell’importanza dei centri sociali occupati nel tessuto urbano di una città sempre meno inclusiva. Negli anni 90 ero adolescente e il movimento che aveva appena scatenato la Pantera nelle università creava Officina99, Ska, DAMM eccetera.
Sono stato il primo a scrivere a Napoli che Rifondazione comunista aveva imposto all’allora sindaco Rosa Iervolino di far acquistare al Comune lo stabile di Gianturco occupato da Officina 99. Scatenai le ire di alcuni della defunta sinistra napoletana (l’operazione doveva essere tenuta bassissima fino al rogito) ma era una notizia: il centro sociale non più occupato ma di fatto legalizzato.
Oggi si fanno legalizzare prima di entrare…

Così come una notizia è, oggi, quella di Mezzocannone Occupato, delle proteste per il troppo rumore in zona, di notte e l’intervento dei carabinieri. La contraddizione è : lo spazio occupato deve coltivare il dissenso, la controinformazione, oppure organizzare festini per adolescenti fino a tarda notte?

Anche ad un sincero sostenitore degli spazi occupati come me appare chiaro a Napoli lo schiacciamento delle realtà un tempo antagoniste nei confronti dell’esperienza di governo comunale De Magistris. Non si capisce chi tiene per le palle chi. Loro o il sindaco? Giggino prende ordini dagli antagonisti o loro hanno tramutato i centri sociali in comitati elettorali? È un fatto che i nomi delle realtà occupate siano legati a doppio filo con l’Amministrazione comunale. È un fatto che De Magistris li difenda sempre, comunque, ovunque, come farebbe con il suo partito.

Se però queste cose le dici o le scrivi, il risultato è una vagonata di merda sui social e anche de visu da parte di leader – o presunti tali – dei movimenti.
E chi come me era abituato ad andare a prendersi una birra, ogni tanto, lì, ora non può più poiché bollato come «nemico». Questo è il clima, eh.