Fatti cliccare e sarai giornalista partecipativo (guadagnando 2 euro)

 

L’immagine che vedete qui sopra, giunge da questo sito internet. In pratica offre di scrivere articoli “inediti e originali che devono contenere la citazione della font di almeno 2.000/2.500 battute”. Il pagamento? In base ai clic dichiarati da Google Analytics. Se sono meno di 200 niente da fare, non guadagni.

Quest’atteggiamento fa il paio con quanto scrive questo ragazzo – giornalista professionista regolarmente iscritto all’Albo – sul suo blog. Un blog che funge da giornale, dice di fare giornalismo ma poi non è testata registrata, niente. Però è giornalista-editore, o almeno parla da tale.

Scrive:

Se un giornalista mi frutta in media 2 euro al giorno con 3 pezzi scritti, pagarlo 3 euro al pezzo, significa andare inevitabilmente in rosso. Se un giornalista non è in grado di comunicare bene sul web e di produrre articoli molto letti, sul mercato digitale, purtroppo, vale zero. Non è una cosa che dipende sempre e solo dall’editore brutto e cattivo ma dal mercato

Ecco: capite perché al di là delle solite diatribe Ordine dei Giornalisti SI/NO, futuro del giornalismo, tecnologie, c’è bisogno di intervenire e seriamente, su questo tipo di atteggiamento? Sbugiardarlo, denunciarlo?

16 comments

  1. Ma questo articolo d chi è firmato? Sul mio blog le firme sono la prima cosa. Solo un cieco può non vedere l’autore dei pezzi. Per il resto intristisce notare come, i colleghi analfabeti digitali ma bravi nelle lotte sindacali utili ai propri interessi, si affannino a parlare con grande sicumera ed imbarazzante ignoranza di argomenti che non conoscono. Dicono che bisogna “agire” ma ovviamente non hanno la più pallida idea di come farlo. Sostengono di essere per l’equo compenso, ma in realtà sono i primi ad accettare elemosina dalle testate con le quali collaborano e, soprattutto, a non rendersi conto della realtà che li circonda. L’attacco diffamatorio e condito di minacce che mi è stato rivolto da tal Ciro Pellegrino, è goffo quanto vergognoso e per un motivo semplice. Il tipo, che ha scritto pubblicamente di non considerarmi un collega, si ostina a riproporre la sua bislacca interpretazione delle mie parole e continua ad omettere la mia PROPOSTA per evitare che i 3 euro a pezzo sia “pure troppi”. Poi è molto disonesto estrapolare quattro righe da un testo molto lungo e complesso. Un metodo veramente odioso e molto scorretto, figlio del peggior giornalismo e della peggiore tradizione sindacalista italiana.

    Spero che non mi censurerete il pezzo.

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  2. Caro Milite,
    secondo te, da chi potrebbe essere firmato l’articolo in un blog che si chiama “Giornalisticamente, il blog di CIRO PELLEGRINO”?.
    Riflettiamoci insieme, dai.

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  3. Caro Ciro, ti parlo da buon follower. Effettivamente, se estrapoli giusto qualche parola da un articolo abbastanza complesso finisci per snaturarne il contenuto e magari, dar euna visione distorta del suo pensiero. Ho avuot modo di leggere tutto il post, ed ho constatato che Germano non parla da editore, ma ha fatto un piccolo ragionamento da tale per esplicare meglio il suo concetto. Sul fatto dell’equo compenso, purtroppo ha ragione: così ragionano la maggior parte (per non dire tutti) degli editori, ma denunciare chi denuncia a sua volta, e magari nel suo piccolo, cerca di trovar rimedi, credo sia fondamentalmente sbagliato…Non ci serve una guerra tra bande, intesa tra “colleghi” giornalisti, bensì una visione unica che possa aiutarci al riconoscimento dei nostri diritti, in modo che “il 2 euro a pezzo” possa esser soppiantato. Cordialmente, Francesco.

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  4. Ciao Francesco,
    ho messo il link apposta: ognuno può leggere e farsi una opinione. Per quel che mi riguarda, qualsiasi lavoro non può essere pagato 3 euro a pezzo basandosi su una presunta, ipocrita, valutazione nel “merito”. Non esiste merito con un livello retributivo (ma è giusto chiamarlo così?) di questo tipo. Se uno è incapace è meglio che non scriva, ma non possiamo giustificare l’atteggiamento di chi vuol pagare 3 euro col fatto che “fai pochi click”. Senza pensare che il giornalismo è ben altro.

    Sull’equo compenso poi ne parliamo con calma, fuori da questa discussione con questi personaggi francamente singolari 😉

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  5. Quanto prendi al pezzo Ciro? e poi non dimentichiamoci che c’è differenza tra editoria e editoria on line, per ROI, aspettative e tiratura ecc ecc. Se volete lavorare sul web, aggiornatevi, o non ha molto senso . E’ palese a tutti che i famigerati 3€ sono una vergogna, ma non credo sia una novità, soprattutto per te che percepisci lo stesso compenso, o mi sbaglio? Denunciarlo?Sbugiardarlo? Intanto hai bloccato il suo profilo, dunque non sei sicuro dei fatti tuoi e continui a non rispondergli direttamente, la cosa è quantomeno singolare. Poi inviti a parlarne in un’altra sede, quale sede migliore di questa dato che hai tirato fuori l’argomento?? A proposito, FanPage, per chi non lo sapesse, è competitor del sito del Milite offeso, quanto meno un sospetto di concorrenza sleale viene. Giornalisticamente tua, Paola 😉

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  6. @Chiara. Wow: non si capiva che ero sarcastico? Emulavo il buon Pellegrino ed il suo far finta di non capire di chi fosse young e chi avesse scritto l’articolo.

    @Francesco. Grazie per la tua onestà intellettuale e per la tua curiosità. Io non sono un editore, sono un DISOCCUPATO che ha investito il poco che aveva per lanciare un progetto di editoria indipendente. Young non è perfetto ma, in sei mesi e senza l’aiuto di nessuno, con una squadra di un under 25, abbiamo raggiunto ottimi traguardi e prodotto anche buoni prodotti giornalistici. Da qualche tempo, evidentemente perché cominciamo a scatenare paure ed invidie, subiamo attacchi continui, puerili e vergognosi da alcune testate concorrenti. Il Pellegrino indignato che parla di “sfruttamento”, sarà l’unico verso sbugiardato alla fine della storia. Gli ho chiesto 10 volte quando viene pagato da Fanpage e quanto il suo compare Torsello paga i collaboratori di Diritto Di Critica. Le risposte? Insulti, minacce, diffamazioni e non per ultimo il blocco del mio profilo facebook e la cancellazione del mio secondo profilo dal gruppo dei giornalisti italiani su facebook. Me questo individuo crede di passarla liscia affidandosi ad intimidazioni e censura sbaglia di grosso. Ho un network con oltre 700.000 iscritti, contatti nelle principali testate e sono molto meno “adolescente” di quanto pensa. Già ora non ci sta facendo una bella figura. Continuando così si autoproclamerà inadatto a ricoprire il ruolo che ha.

    @Pellegrino. Come la collega Paola Grande ti ha giustamente fatto notare, stai facendo la figura dell’ipocrita che porta avanti battaglie farlocche solo per screditare un suo diretto concorrente. Tu quanto vieni pagato a pezzo? Perché hai paura di dirlo? Daniela Caruso e Alessio Viscardi che tanto ciarlano quanto percepiscono? I contributi gli vengono versati? Hanno entrambi l’articolo uno? Eppure il mio voleva essere un intervento PROPOSITIVO. Provocatorio ma propositivo proprio per aiutare sia la mia che le altre testate indipendenti e finanziate con fondi privati. Hai paura che qualcuno ti tolga lo scettro di paladino dei precari? Tranquillo: non ho ambizioni sindacali o politiche. Io amo fare il mio lavoro e cercare di aiutare altri a farlo in maniera dignitosa. Voglio pagare e bene i miei collaboratori e, proprio per questo, non mi faccio incantare dalle finte soluzioni di cui vaneggi. Ma io so di cosa parlo, conosco il settore digitale e non intono slogan. Il punto è questo ed è per questo che, più prosegui in questa tua crociata (e il livello dei tuoi “soldati” è veramente basso), più perdi di credibilità non solo come professionista. Sono molto più precario di te, caro amico. Io ho investito tutto quello che avevo nel mio progetto e continuo a farlo. Vuoi confrontarti “in altre sedi”? Sul serio? E quali, di grazia? Porterai il tuo manipolo di fanboy e fangirls? Io posso anche venire da solo, tranquillo. Chi sa di avere ragione assoluta non agisce come te, non censura, non minaccia, non blocca, non intimorisce ma SI CONFRONTA con umiltà e rispetto.

    Ah e se censuri questo commento lo riporto paro-paro sul mio sito. A proposito: letto la mia risposta http://www.you-ng.it/index.php?option=com_easyblog&view=entry&id=2843&Itemid=89

    Puoi farmi bloccare il profilo di facebook ma non impedirmi di scrivere e diffondere le verità che vorresti tenere nascoste. Noi precari VERI attendiamo con ansia le tue mirabolanti soluzioni.

    Buone cose

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  7. a beneficio delle fesserie scritte, giusto perché non mi piacciono le bugie:
    1. non ho mai bloccato alcun profilo Facebook, quindi nessuno giochi a fare la vittima, se si è troll, si è troll, non si può essere troll e vittima.

    2. ai troll non si risponde

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  8. Beh direi che mi hai risposto parecchio e, da quel che vedo, in molti ti hanno fatto notare che non c’hai capito nulla. Dal vivo capirai che ai “troll” si risponde e, se non ai troll, agli altri colleghi che ti hanno posto domande semplici: TU QUANTO PRENDI A PEZZO? E’ un segreto, vero? Se lo dici ti sveli per quello che sei.

    Comunque figura Pellegrì: io sono solo ansioso di vedere quali magiche soluzioni presenterai a Napoli. Visto che di sicuro parlerai di aria fritta e vecchiume sindacalista, mi prenderò io la briga di lanciare una proposta meno banale e vecchia.

    Amen

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  9. Questo Milite è un ragazzino inespresso, lascia stare, gli fai solo pubblicità.

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  10. Germano Limite. I suoi articoli filosionisti sul conflitto in Siria ne spiegano il personaggio. Braccia rubate all’agricoltura…

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  11. Armando caro non so chi tu sia ma, da quel che leggo, sei uno che non sa di cosa né di chi parla. Forse non ti è chiaro che l’unico che ha goduto di un po’ di (pessima) pubblicità è stato questo Pellegrino che, come noto a molti, è perennemente in cerca di visibilità. Il mio blog fa il quadruplo delle visite del suo ed io non sono più un ragazzino da tempo. Piantala di parlare come fossi Montanelli…e soprattutto piantala di immischiarti in questioni più grandi di te. La vostra presunzione di superiorità mi farebbe tenerezza se non foste parecchio cresciutelli. In meno di due giorni ho già raccolto tutte le informazioni che mi servivano su questo individuo e sulla testata per la quale lavora. A Napoli sarà lui a pagare pegno, semplicemente rispondendo a delle domande dalle quali a quanto vedo rifugge vigliaccamente. Io però sono libero perché non cerco voti e consensi per scalate sindacali o negli enti. Soprattutto, sono uno di quelli che non si fermano fin quando chi li ha offesi e sfidati non è sfiancato. Vedremo la cresta del Pellegrino e dei suoi faboy quanto resterà alta senza la barriera virtuale e la coalizione del branco.

    E con questo vi saluto.

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  12. Ma tu vedi un poco se uno dei giornalisti giovani più noti di napoli, impegnato sul fronte delle notizie e su quello sindacale deve rendere conto all’illustre sconosciuto.
    Caro Ciro vai avAnti anche per noi: Spiegami come si fa a segnalare ai sensi della cArta di Firenze questi siti e lo faccio pure io.
    Ora basta: non ne possiamo più di sentirci dire che 3 euro sono pure troppi e scemo chi non lo capisce. Basta con certi aggressivi rapaci. Cerco di venire pure io a quell’incontro al Pan: ho letto su Facebook CHe qualcuno ti minaccia.
    Vediamo se riescono a minacciarci tutti.

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  13. Cari Ciro e Germano, io, a leggere i vostri pezzi e i vostri post, non vedo tutta questa distanza tra quello che dite. Sono due analisi di uno stesso fenomeno, e due spunti di riflessione da cui partire, o da dove transitare, volendo, per trovare una soluzione a un problema che è comune a moltissimi di noi giornalisti. State sprecando energie mentali (spero solo quelle) in una battaglia assurda tra gente che vive lo stesso problema, ecco, vorrei invitarvi a smetterla (a meno che non siate entrambi del Pd, in tal caso continuate pure, è normale).

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  14. Ciao Ciro, secondo me hai estrapolato male le parole del blog cui ti riferivi. Il senso di quel messaggio, secondo me, è condivisibile se lo si legge con attenzione e senza preclusioni o pregiudizi. In ogni caso, si può non essere d’accordo, ma i giudizi ad personam mi sembrano fuori luogo. Perché mi dovrebbe interessare se questo Milite è un vero editore o quale sia la sua età? Nel leggere il suo articolo non dovrei solo valutare le sue idee e i relativi argomenti?

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