Il Consiglio regionale Campania cerca ufficio stampa con un bando. E che bando!

Il Consiglio regionale della Campania non ha più un ufficio stampa da qualche tempo. E ora cerca una persona attraverso un bando pubblico, come prescrive la legge.

Il problema è che il bando, a mio modo di vedere è quanto meno singolare.
La figura professionale richiesta è «incarico di responsabile delle attività di comunicazione e di informazione istituzionale del Consiglio Regionale della Campania». Nel profilo tracciato c’è scritto che l’aspirante dovrà: «svolgere le attività relative alla comunicazione esterna, diffusione e pubblicizzazione della mission, delle attività, dei servizi e risultati dell’ente, mettendone in risalto i vantaggi e gli effetti per il territorio e la popolazione regionale».
I social network non sono nemmeno citati esplicitamente, forse giusto al punto finale come «forme innovative…»

a) raccolta di informazioni relative all’amministrazione e di interesse per la cittadinanza; monitoraggio dei comunicati pubblicati, dei temi ed articoli di interesse per il Consiglio regionale, anche rassegne stampa periodiche;
b) valutazione delle notizie raccolte e predisposizione di articoli riguardanti quelle più significative;
c) predisposizione e diffusione di comunicati stampa e articoli riguardanti sia l’attività dell’amministrazione e del suo vertice istituzionale, sia quella di informazione, promozione e lancio dei servizi;
d) servizio di supporto alle aree comunali per i rapporti con i media, organizzazione di conferenze stampa e realizzazione di cartelle stampa in occasione di eventi e manifestazioni di interesse regionale, come inaugurazioni, convegni, commemorazioni, tavole rotonde;
e) ideazione, in collaborazione con i servizi regionali, di dépliants, brochure, manifesti e locandine, ecc
f) collaborazione per il restyling del sito web del Consiglio Regionale della Campania;
g) individuazione ed adozione, sulla base delle indicazioni dell’Amministrazione, di forme innovative di comunicazione che ne aumentino l’efficacia e la trasparenza.

Stupisce poi il pochissimo tempo a disposizione per presentare domande: il bando scade il 23 gennaio ed è stato pubblicato sul bollettino ufficiale della Regione solo il 9 gennaio. Quattordici giorni.

Chi valuterà? Ci sarà una commissione. Composta da chi, non si sa.
Ecco, servirebbe più trasparenza.

Qui il comunicato che abbiamo fatto come  Coordinamento giornalisti precari della Campania

6 comments

  1. La commissione non è citata semplicemente perché inutile hanno già deciso chi vince e chi perde, a napoli nel gioco delle tre carte chi vince e chi dirige il gioco e perde chi partecipa 🙂

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  2. Sanità, i tagli non sono la cura: occorrono progetti innovativi

    Occorrono progetti innovativi, ma non si riesce a superare le segreterie di chi deve giudicarli.

    E’ necessario un provvedimento che preveda la regolamentazione della gestione a livello nazionale mantenendo la gestione autonoma regionale, solo così si otterrà il controllo totale della spesa dell’assistenza sanitaria.

    Si polemizza sull’imporre ai medici di base di prescrivere farmaci generici, non è una scelta valida su una sanità incontrollata, inefficiente e dai costi esorbitanti. Intervenire su particolari non può dare che scarsi risultati. Ancora più grave è, che non ci si cura minimamente del disaggio dei Cittadini, ogni intervento riduce se non toglie qualcosa. Un Governo tecnocratico, attraverso il Ministro della Salute, dovrebbe valutare progetti innovativi, invece, agendo così, per chi conosce a fondo la situazione, tradisce incapacità. E’ impensabile che siano persone che abbiano interesse a mantenere sostanzialmente invariata l’attuale situazione.
    Posso affermarlo con cognizione di causa perché ho potuto sperimentare i disagi prodotti dal malfunzionamento di questo settore in prima persona, sottoponendomi ai controlli della salute necessari a una persona della mia età e, ancora prima, essendomi dedicato per motivi professionali proprio alla risoluzione di problemi riguardanti la Sanità. Infatti, nel recente passato, ho condotto uno studio approfondito sul sistema sanitario di una delle Regioni in cui sono richiesti interventi impegnativi in questo ambito, ovvero il Lazio: in particolare, ho analizzato l’offerta delle strutture del territorio raccogliendo i risultati finali in uno schema riassuntivo.
    I tagli non sono la soluzione, ma un’ingiustizia perché tramite loro si infierisce sui più deboli. L’alternativa è attivare un valido progetto che dia lo stesso risultato senza togliere niente a nessuno ma dando una migliore assistenza sanitaria a tutti. Perché finisca l’attuale tipo di gestione, di un’assistenza sanitaria fallimentare e irrispettosa nei confronti degli assistiti, è necessario e urgente un provvedimento che preveda la regolamentazione della gestione a livello nazionale e la gestione autonoma regionale, solo così si otterrà il controllo totale della spesa complessiva, invece si continua a procedere con interventi singoli su base regionale, su dettagli privi di una pianificazione di ampio respiro che prevalentemente si trasformano in un limite senza risolvere il problema generale, continuando a sprecare denaro che non c’è.
    La soluzione al problema è esposta nel sito http://www.sanitapubblica.it che invito a visitare, è facile valutare la validità di un progetto la cui completezza è derivata da uno studio condotto con una vista d’insieme sui problemi dell’assistenza sanitaria. Il progetto propone una gestione moderna ed efficiente, agendo concretamente sugli sprechi e impedendo le malversazioni. E’ nato dall’idea di un giovane italiano poco più che trentenne cha impegnato un’equipe per quasi due anni senza costi per la spesa pubblica. Il progetto è stato presentato ai Ministri della salute d’Italia e d’Inghilterra, dei quali troverà le rispettive lettere pubblicate nel suddetto sito. Con l’improvviso cambiamento per il nuovo governo il 5 dicembre 2011 il progetto è stato trasmesso al Ministro prof. Renato Balduzzi attraverso la segretaria particolare dr.ssa Daniela Storani, dove giace senza neanche un minimo cenno di riscontro.
    Come è possibile che ancora oggi si verifichi ciò? Non si può non rispettare un lavoro che ha comportato un impegno considerevole ed essere mortificato da comportamenti che, da sempre, per lavori ben più importanti, hanno spinto i loro ideatori all’estero per realizzarli. Con questo Governo dovremmo aver superato quelle dinamiche per cui i validi progetti trovavano grandi ostacoli. Medici e Assistiti informati del progetto ne sono entusiasti. Per accelerare il cambiamento dalla base si è attivata spontaneamente un’iniziativa, che non ha colore politico, tramite il passaparola e Internet, ponendo al Ministro della Salute, uniti, la stessa domanda di attivazione predisposta sul sito con un facile copia-incolla.
    Alfonso Manucci

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