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Comune di Napoli, se per la web-tv non hai il Punto G…

febbraio 10th, 2010 · 1 Comment · giornalismi, internet, politica

Nella letteratura mondiale il Punto G è ben altro. a Napoli è il cavillo con il quale i tre colleghi che hanno partecipato al controverso bando per la web-tv  del Comune, sono stati esclusi per mancanza dei requisiti.

Meglio far parlare le carte: di seguito la dichiarazione dei tre  bravi colleghi giornalisti, il comunicato a loro sostegno firmato da Ordine dei giornalisti della Campania e Assostampa e la fresca fresca controreplica del Comune.

I colleghi accusano:

I sottoscritti giornalisti professionisti Francesco Bellofatto, Angela Mazzocchi e Lucilla  Parlato, chiedono all’Ordine dei Giornalisti della Campania e all’Associazione Napoletana della Stampa  di intervenire a tutela dei diritti personali e professionali violati in relazione alla selezione del Comune di Napoli di cui all’avviso finalizzato alla “’individuazione di una figura di alto profilo e di comprovata esperienza professionale per l’ideazione, realizzazione e start up della web tv”, pubblicato in Albo Pretorio e sul Burc il 5 gennaio 2010 e con scadenza non oltre 20 giorni dalla pubblicazione.

I sottoscritti ritengono, infatti, che l’amministrazione comunale di Napoli stia operando in evidente e totale spregio del principio di segretezza ed anonimato dei pubblici concorsi, che impone -invece-  il rigoroso rispetto di regole formali poste a tutela dello stesso, e richiede che le valutazioni avvengano ad opera di commissari che non siano già stati posti in condizione di prendere conoscenza (in qualunque modo) dell’identità dei candidati e dei loro curricula. Inoltre risulta violato il principio della trasparenza sancito dalle leggi Bassanini e seguenti in quanto, a fronte di una dichiarazione di Vincenzo Lipardi, coordinatore del dipartimento Comunicazione istituzionale del Comune di Napoli e responsabile della selezione stessa, non risultano evidenti ed in coerenza con il dettato dell’Avviso le motivazioni che hanno portato alla esclusione dei sottoscritti.

Il formalismo che caratterizza la disciplina delle procedure in oggetto risponde  soprattutto, alla necessità di garantire l’imparzialità dell’azione amministrativa e la parità di condizioni tra i concorrenti.

Già nel mese di dicembre l’Associazione e l’Ordine erano intervenuti sullo stesso bando precisando e denunciando l’incongruità dei requisiti richiesti. L’intervento di tali organismi ha comportato la riapertura del bando con requisiti maggiormente in linea al mercato occupazionale reale.

Ma quello che appare -in primis- più grave è che l’esito della selezione sia stata reso noto in data odierna (martedì 09 febbraio 2010), dal sito www.iustitia.it PRIMA ancora che qualunque notizia di cancellazione del bando o di esito selettivo fosse nota ai candidati stessi e – cosa ancor più grave – PRIMA  che una qualunque nota informativa sull’esito selettivo che doveva essere resa nota come da bando a partire dal giorno 05.02.2010, fosse pubblicata sul portale dello stesso Comune di Napoli.

Tali circostanze – prima ancora di entrare nel merito della selezione e dell’operato stesso dell’Amministrazione Comunale, che dovranno essere discussi, nonché esaminati anche con il sostegno dell’Ordine dei Giornalisti della Campania e dell’Associazioni Napoletana della Stampa, ed eventualmente in sede giurisdizionale/amministrativa – appaiono gravissime: l’evidente genericità della motivazione di CANCELLAZIONE del bando nonché la stessa decisione resa nota da Vincenzo Lipardi, di NON utilizzare altro personale che quello in seno all’Amministrazione comunale stessa, induce ad alimentare gli stessi sospetti di una selezione nata ad hoc ma “non andata a buon fine”.

Il dubbio che insorge nell’immediato è che i candidati, i quali abbiano deciso di presentare la domanda successivamente alla riapertura dei termini, lo abbiano fatto con un’ingenuità tale da credere che l’intervento vigoroso degli organismi di categoria, professionale e di tutela sindacale, avesse potuto indurre a rivedere la decisione “primaria”, di riaprire il bando in un’ottica di correttezza quanto meno professionale.

Appare, infatti, oggi, totalmente strumentale la stessa motivazione addotta e resa nota soltanto dal giornale on line Iustitia che: “Nessuno dei tre ha presentato un progetto articolato per la tv web” che, come dichiara Vincenzo Lipardi: “era poi il principale motivo per cui avevamo deciso di fare ricorso a una risorsa esterna”.

Va, infatti, precisato che, in una sola riga dell’avviso in questione, in merito alla griglia di assegnazione dei punti è scritto: “Fermo il pre-requisito dell’essere giornalista professionista da almeno 10 anni, i criteri di valutazione saranno quindi i seguenti:…g) Ipotesi di progetto di web TV presentata 20 punti”.

Si ribadisce PERTANTO:

1) che almeno uno dei candidati ha presentato l’ipotesi richiesta e già questo fa decadere la stessa motivazione della cancellazione della selezione;

2) che nel bando è scritto: “Tale avviso è, dunque, rivolto esclusivamente a coloro che possiedono tutti i requisiti di seguito elencati: Essere giornalista professionista da almeno 10 anni; Aver collaborato con quotidiani di rilievo nazionale e/o regionale; Aver collaborato con quotidiani on line; Avere una comprovata esperienza nel campo della Comunicazione Istituzionale, con un esperienza diretta in un Ente pubblico; Essere autore di programmi di inchiesta ed informazione televisiva; Avere esperienze pluriennali di ideazione, redazione e conduzione di programmi televisivi e giornalistici nell’ambito della televisione; Avere svolto ampia, qualificata e comprovata attività quale formatore nel campo del giornalismo e della comunicazione; Avere una comprovata esperienza di direzione e formazioni di un team professionale nel campo della comunicazione”.

Nel bando NON è scritto che doveva essere presentata un’ipotesi di progetto né erano indicati i criteri e/o requisiti di presentazione del progetto stesso ed in ogni caso NON è scritto che la mancata presentazione costituiva CAUSA DI ESCLUSIONE. Al massimo avrebbe potuto comportare una “perdita” nell’assegnazione dei punti o una assoluta mancanza di assegnazione.

Ovviamente – oltre alla gravissima mancata informazione sull’esito della selezione PRIMA ai candidati e poi ad “altri” nonché alla DIFFUSIONE STESSA DEI NOMINATIVI dei candidati che NON soltanto non hanno mai autorizzato la pubblicazione ma erano anche ignari sia dell’esito della stessa selezione che della diffusione dei loro nomi – denota – oltre alla violazione della legge sulla privacy – quanto meno una “voluta disorganizzazione concorsuale” unita ad un tentativo non più occulto da parte della PA di escludere dei candidati per – evidentemente – “pilotare” la selezione stessa SINO A CANCELLARLA per concludere come Lipardi sottolinea: “andremo avanti con le risorse già disponibili e contiamo di partire, in via sperimentale, entro la fine di marzo”. Della serie: “Non ci avete consentito di prendere il giornalista che volevamo e noi vi buttiamo FUORI TUTTI”.

In pratica per i sottoscritti giornalisti professionisti Bellofatto, Mazzocchi e Parlato si tratta di una totale violazione in primis dell’articolo 97 della Costituzione in relazione alla violazione dei principi generali in tema di concorsi pubblici, alla violazione del principio di imparzialità e della par conditio tra i concorrenti insieme con il DIFETTO ASSOLUTO di motivazione.

La tutela giuridica dell’interesse pubblico al corretto svolgimento dei concorsi pubblici, secondo i principi di cui all’articolo 97 della Costituzione, INFATTI deve essere assicurata in astratto e preventivamente. La predeterminazione dei requisiti di ammissione, ineludibile principio generale nei concorsi pubblici, viene di fatto vanificata dall’uso, negli stessi articoli del bando, di terminologie ed espressioni del tutto generiche ed indeterminate: infatti nell’indicato punto G (ipotesi di progetto web), l’avviso parla genericamente di ipotesi senza indicare se ci si debba riferire a progetti già presentati ed attuati (evincibili del resto dal curriculum dai tre candidati) o da lavori già svolti (visibili sul web) o – come si pretende soltanto oggi – da un progetto in “prospettiva” per il Comune.

Al di là infatti dei tempi tecnici (meno di 20 giorni: per una gara se ne prevedono ben altri) richiesti per la preparazione è doveroso chiedersi COME può un’amministrazione comunale pensare di “attingere” a nuove idee e/o progetti semplicemente in fase selettiva per un incarico professionale.

Nello specifico avrebbe dovuto parlare di un “concorso d’idee” e “premiare” con i 20 mila euro lordi “l’idea vincente” SENZA A QUESTO PUNTO valutare le storie professionali ed i super titoli dei candidati.

Di fatto, l’attività di predeterminazione, in virtù di un principio consolidato per i procedimenti ad evidenza pubblica, sarebbe anche potuta consistere in una specificazione dei criteri (in relazione all’ipotesi di progetto web) previsti nel bando o nell’individuazione di sottocriteri di adattamento dei criteri generali alla specifica procedura, o di regole specifiche sulle modalità di giudizio, ma giammai si sarebbe potuta risolvere nella definizione di espressioni generiche, in sostanza vanificando la garanzia di imparzialità e correttezza dell’attività di giudizio e di par condicio  tra i concorrenti.

E’ così evidente la genericità nella dicitura del punto G) nonché della stessa motivazione di “Cancellazione” della selezione stessa: così si legittima una valutazione dei titoli, in relazione alla partecipazione, del tutto arbitraria e discrezionale; è così evidente la palese violazione dei principi di imparzialità e trasparenza del comportamento di una commissione giudicatrice che è invece obbligata ad osservare, nell’ambito di una qualunque procedura, in particolare selettiva e/o concorsuale.

NON SOLTANTO NON SI PRECISA NEL BANDO CHE I CANDIDATI DEVONO PRESENTARE UN’IPOTESI DI PROGETTO WEB e – come nel caso di specie – ma è evidente anche lo scostamento del giudizio valutativo dai criteri stabiliti. E’ la stessa formula utilizzata nella Commissione, esplicata da Lipardi, che lascia sconcertati: non soltanto non esiste una griglia valutativa predeterminata in merito alla stessa ipotesi di progetto per la web tv (se anche l’avessero presentata tutti e tre, con quali criteri sarebbe stata valutata?) ma si ignora (o NON SI RENDE VOLUTAMENTE NOTO) che almeno uno dei candidati l’ha presentata.

TUTTO questo incide notevolmente sul rispetto dell’obbligo di motivazione. (Tar Lazio: la coerenza della motivazione rispetto ai parametri prestabiliti consente agli stessi interessati di controllare, secondo il principio della trasparenza, la coerenza e l’imparzialità del giudizio valutativo) ed induce ad avere quantomeno due “SOSPETTI”: 1) il dubbio che insorge nell’immediato è l’Amministrazione Comunale NON volesse offrire la possibilità ai candidati che avevano già presentato la domanda di integrare la stessa con eventuali “ipotesi” mancanti (anche riaprendo il bando e precisando – come in una gara – i dettagli tecnici richiesti dalla proposizione dell’offerta web tv stessa); 2) è da considerare l’eventualità che la Commissione abbia avuto in tal modo la possibilità di esaminare i curricula pervenuti e purtroppo avendo già constatato che proprio i “requisiti professionali” dei candidati erano già di gran lunga superiori a quelli dell’eventuale “vincitore”, si fa strada l’ipotesi di una “consulenza esterna” – senza alcun bando-  al fine di evitare qualunque comparazione curriculare.

PER TUTTO QUANTO INDICATO I SOTTOSCRITTI FRANCESCO BELLOFATTO, ANGELA MAZZOCCHI E LUCILLA PARLATO CHIEDONO L’INTERVENTO TEMPESTIVO ED IMMEDIATO DELL’ORDINE DEI GIORNALISTI E DELL’ASSOCIAZIONE DELLA STAMPA  A TUTELA DELLE ESPERIENZE PROFESSIONALI ACQUISITE DAI CANDIDATI STESSI MA SOPRATTUTTO IN UN’OTTICA DI TUTELA DI TUTTI I GIORNALISTI IMPEGNATI PER IL  RISPETTO DELLE REGOLE E DELLA LEGGE NELL’AMBITO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E PER LA TUTELA OCCUPAZIONALE.

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Ordine e sindacato:

La vicenda della web tv del Comune di Napoli era partita male, come già ampiamente sottolineato da Ordine dei Giornalisti della Campania e Assostampa Campania, ma è finita peggio.

Ordine e Assostampa Campania esprimono la piena e totale solidarietà ai colleghi Francesco Bellofatto, Angela Mazzocchi e Lucilla Parlato, gli unici colleghi, a quanto pare, ad aver presentato domanda per la direzione della Web Tv, che hanno saputo di non essere stati ammessi da una notizia pubblicata su un sito internet e non già direttamente all’Amministrazione comunale.

La solidarietà ai colleghi, ovviamente, non è da intendersi a titolo personale: Ordine e Associazione, esprimendo solidarietà e vicinanza ai tre colleghi, intendono tutelare l’intera categoria professionale vigilando sulla corretta applicazione delle norme, delle leggi e dei regolamenti. In tal senso gli organismi di categoria perseguiranno sulla strada dell’intransigenza formale, come finora fatto in ogni circostanza, assicurando, nel caso specifico ai tre colleghi, sostegno non solo istituzionale ma anche e soprattutto concreto.

In una articolata nota inviataci congiuntamente, i colleghi denunciano, tra l’altro, che l’esclusione dal bando è da ricondursi al
fatto che nessuno dei tre colleghi ha presentato un progetto articolato per la web-Tv, pur se nel bando – come i colleghi sottolineano – questa fattispecie non era espressamente indicata e richiesta. E’ ovvio che ci si trova di fronte ad una situazione sulla quale è necessario fare chiarezza. Ordine e Assostampa, nel chiedere al Comune di Napoli di rendere pubblico quanto è successo nell’interesse della trasparenza e della verità dei fatti, saranno vicini ai colleghi, nelle forme e nei modi che la legge permette, laddove decideranno di adire le vie legali.

Ordine e Assostampa, infine, nel pieno rispetto delle autonomie decisionali, invitano gli enti pubblici, quando si parla di comunicazione e giornalismo, a confrontarsi preventivamente con gli organismi che rappresentano la professione. Si fosse fatto per la web tv, il Comune avrebbe evitato errori e polemiche.

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Il Comune replica:

L’Ordine e l’Associazione dei giornalisti si sono espressi oggi in merito
alla vicenda della WebTv del Comune di Napoli  con giudizi che amareggiano e lasciano perplessi.

In particolare dispiace che si rischi di creare un “caso” su una vicenda di estrema chiarezza e limpidezza.
Vista l’esigenza che una figura di alta professionalità supporti i servizi del Comune nella progettazione e start up della Web TV, è stato pubblicato un bando per l’assegnazione di una consulenza (compenso lordo 20.000€ per un’attività di 12 mesi). Tale bando è stato considerato troppo restrittivo dai rappresentanti dei giornalisti e modificato dall’Amministrazione. Inoltre, per rendere la cosa ancora più trasparente,  è stato proposto ai rappresentanti dei giornalisti di far parte della commissione valutatrice.

Nel contempo, proprio per “confrontarsi preventivamente con gli ordini che rappresentano la professione” cosi come chiedono i rappresentanti dei giornalisti, l’Amministrazione ha chiesto un incontro all’Ordine e all’Associazione dei giornalisti,  al quale, dopo aver concordato la data del 27 gennaio 2010,  i rappresentanti dell’Ordine non si sono presentati.
Era presente invece il presidente dell’Associazione dei giornalisti Vincenzo Colimoro, il quale ha comunicato, anche a nome dell’Ordine, di aver apprezzato l’invito dell’Amministrazione comunale riguardo allo partecipazione alla commissione valutatrice, ma che è loro prassi non entrare a far parte di commissioni di questo tipo.
In tale incontro, inoltre, sono stati individuati  possibili settori di impegno congiunto  sui quali i Servizi del Dipartimento Comunicazione hanno iniziato a lavorare.
Destano quindi sorpresa le critiche espresse, poiché non se ne comprendono la ratio e il fine.
Nel merito della questione sollevata si evidenzia poi  che la commissione giudicatrice, (composta dal dirigente dell’Ufficio stampa, dal dirigente del web comunale e dal Coordinatore del Dipartimento) nella seduta del 1° febbraio, nel valutare le tre candidature ricevute, ha preso atto che due di esse non avevano risposto al punto G dei criteri di valutazione dell’Avviso pubblico, mentre  la terza presentava  un semplice indice.  Tale punto G recita “Ipotesi di progetto della Web TV”. Venendo meno uno degli elementi di valutazione, fondamentale per il tipo di prestazione richiesta, la commissione ha ritenuto di non assegnare l’incarico. Per quanto riguarda la comunicazione ai diretti interessati, compiute le procedure prescritte, è stata espletata per le vie formali. Il  bando e i relativi criteri di valutazione, possono essere scaricati dal sito web, nella voce “avvisi pubblici”.





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1 commento presenti ↓

  • 1 Lucilla Parlato // feb 11, 2010 at 13:32

    Ciro cosa dire? Come al solito l’informazione più completa è quella che dai tu… Quale sarà la prossima puntata? Lo scopriremo solo vivendo.

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