Francesco Caruso è del 1974, ha tre anni più di me. Dunque gli anni di piombo al massimo li ha sentiti in una puntata di Blunotte di Lucarelli. Me lo ricordo bene, Caruso, quando semisconosciuto attivista del laboratorio occupato Ska, passava volantini-comunicati ai giornalisti durante i cortei. Nulla da dire, su quella attività. Poi il Global Forum di Napoli, il G8 di Genova. Ed è iniziata la danza d’avvicinamento alla politica. Prima Vittorio Agnoletto, poi Caruso. Luca Casarini no. Ma ha scritto un libro. Per Mondadori.
Ora leggo la seguente dichiarazione di Francesco Caruso, a proposito del dibattito sulla legge elettorale europea: «Facciano le riforme che credono, basta che non vengano poi a lamentarsi se qualcuno di loro si ritrova con un proiettile conficcato in una gamba». Non me ne preoccupo: so bene che sortite di questo tipo sono frutto dell’isteria tipica di chi da deputato andava un giorno sì e l’altro pure da Giuliano Ferrara a La7 e ora non lo ascolta manco più il fruttivendolo sotto casa.
Ma la rileggo e mi vengono in mente i cortei interminabili, le urla, le mazzate (documentate da giornalista s’intende…anche se qualche volta le ho prese allegramente pure io). Mi vengono in mente Mario, Luca… e i tanti senza nome che a dispetto di elezioni, di incarichi, di posti elargiti al miglior offerente e del fiume di soldi circolato in questi ultimi anni anche a sinistra, hanno conservato una coerenza interna.
A Napoli li trovi in ogni vertenza, in ogni sussulto: in una piazza infuocata dal sole o allagata dalla pioggia, davanti ad un carcere, in mezzo agli immigrati. E non sembra affatto gente che ha fatto della protesta un mestiere.
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6 commenti presenti ↓
1 Raffaele // set 14, 2008 at 15:49
Io scriverei un libro sulla carta igienica a mano in 1000 copie e lo distribuirei gratis piuttosto che scriverlo per Mondadori.
Il nostro ideale rappresentato e sminuito pubblicamente dai vanesi eccessi di questi narcisi privi di qualsiasi senso di responsabilità.
Vergogna.
2 ciro // set 14, 2008 at 17:04
Rafè, ti dico come la penso io: per me non è Mondadori il male, anzi.
È invece singolare (diciamo così) che Casarini faccia una scelta del genere. Poi mi magari mi dici che i denari li dai in beneficenza (e tanti cazzi).
La stessa cosa di Caruso che la la singolare capacità di essere un elemento inutile nel dibattito. In qualsiasi dibattito.
3 Angelo // set 14, 2008 at 17:58
Eh, per la questione Mondadori di cui scrivete e commentate ritorna in ballo il Nostro da Casale, che con Mondadori ha pubblicato e a Mondadori ha fatto fare palate di soldi.
Il Nostro, stranamente silente in questi giorni in cui, di Casale e dei suoi onorevoli abitanti si parla e si legge un po’ ovunque (Espresso e Repubblica in particolare che, altro particolare stranissimo, non gli hanno finora chiesto nemmeno una riga sulla vicenda).
4 Raffaele // set 15, 2008 at 12:21
Mi riferivo allo scrivere per quell’editore per certi soggetti, naturalmente non per tutti.
E io mi includo in quei soggetti che risulterebbero incoerenti: a meno che non si tratti di un libro socialmente importante, che nessun altro vuole pubblicare.
E’ un po’ quello che dicevo per il caso di Emergency, che nel 2001 rifiutava i fondi pubblici per la cooperazione perché contraria alla linea del Governo e poi 4 anni dopo decideva di pubblicare un annuario di foto per Mondadori con incassi solo in parte devoluti alla causa.
Ma per Emergency è molto peggio.
5 Raffa // set 16, 2008 at 23:31
il fatto della puntata di lucarelli è bellissimo, ammormì
6 umberto // set 18, 2008 at 14:41
caro ciro, mi sembri alquanto ingeneroso nei confronti di francesco. anch’io lo ricordo ai tempi dell’università che si sbatteva nei movimenti, poi si è infilato in una disavventura parlamentare ma invece di pensare a far carriera e soldi, è rimasto coerentemente burdellaro, non è certo uno statista ma almeno è capace di sfuggire all’ipocrisia benpensante.
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