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3 Comments Received

Angelo
Giugno 4th, 2008 @18:09  

Savianeide, ultima (?) puntata:
A Caserta “caccia” alla “gola profonda” di Saviano nell’ospedale (citato da Dagospia).
Quali saranno questi “dati” di cui ha scritto D’Agostino?
http://www.casertace.it/home.asp?ultime_news_id=1858

Antonio Apicella
Giugno 26th, 2008 @19:50  

Marcia indietro del sito scandalistico Dagospia.com, che, il 4 giugno scorso, in un articolo dal titolo “Saviano, Truman Show a Caserta”, aveva dato dello sgrammaticato allo scrittore Roberto Saviano, secondo il sito lo scrittore avrebbe ricevuto l’aiuto di due mani diverse nell’editing di “Gomorra”. Ieri, dopo le polemiche suscitate da tale articolo, il responsabile di Dagospia, Roberto D’Agostino, ha pubblicato una nota in cui fa il mea culpa: “Non era mia intenzione gettare discredito sulla sua professionalità, avendo unicamente quella finalità di satira che caratterizza, come è noto, lo stile di Dagospia. Mi rendo conto però di avergli creato nocumento lasciando intendere che “Gomorra”, così come è stato pubblicato, sia stato frutto di chissà quale editing e manomissione. Voglia pertanto accettare – insieme alla casa editrice Mondadori - le mie scuse.”

Raffaele Abbate
Luglio 24th, 2008 @20:11  

Non credo ad un editing invasivo,
Se fosse avvenuto ne sarebbe venuto qualcosa di diverso e forse migliore…

Queste che seguono sono le mie impressioni di lettura

———
Ho letto Gomorra di Roberto Saviano e non mi è piaciuto.

Mi son ripromesso di finirlo, anche se dopo le prime cinquanta pagine avevo già capito dove andava a parare, ma non si può mai dire, poteva avere,nelle pagine finali, uno scatto decisivo….
Ed invece non mi sbagliavo!
Saviano ha mescolato notizie trite e ritrite sulla camorra, di terza mano, con storie totalmente inventate, luoghi comuni con scene tratte dai poliziotteschi degli anni ‘70, personaggi tratti dallo sceneggiato il Marsigliese, con particolari macabri tratti dalla cronaca nera recente.
Questo minestrone, anzi questa minestra maritata (ed i napoletani sanno a cosa mi riferisco), per effetto di una sorta di meccanismo di accumulo, non determina indignazione, anche per l’eccesso di enfasi.
Troppe pistole che fracassano teste e mandibole, troppo sangue, troppi morti, troppi massacri che si susseguono a massacri.
E’ un catalogo da obitorio e proprio per questo diventa una routine.
Non è un romanzo perché mancano personaggi a tutto tondo ma sono solo una serie di figurine, una sorta di album Panini della camorra; non è libro di inchiesta perché non porta alcun contributo di novità alla lotta alla camorra.
Infine qualcosa sul lessico: è piatto, come quello dei praticanti giornalisti che scrivono articoli di una colonna scarsa su un incidente stradale o sull’incontro di calcio Real Secondigliano-Atletico Melito.
Eppure è stato comprato moltissimo, specie in quest’ultimo periodo.
Dopo le minacce e la necessità della scorta l’edizioni hanno avuto un’impennata.
Lo si trovava anche sugli scaffali degli autogrill tra un orsacchiotto di peluche ed una confezione da otto di coca-cola.
Gomorra, secondo me, si può definire una scommessa mediatica della casa editrice di Segrate e, forse, l’autore, per un malinteso senso di eroismo, dai palchi delle manifestazioni anticamorra, ha azzardato affermazioni esagerate, imprudenti e senza uno scopo concreto se non quello di prendere inutili rischi.

Di libri sulla camorra e sulla mafia ve ne sono a bizzeffe, molto più documentati e “rigorosi” (quando non si scrivono romanzi si DEVE essere rigorosi)

In questi giorni sto rileggendo un libro di 10 anni fa di Saverio Lodato dal titolo: Diciotto anni di mafia.
Questo è un libro rigoroso.

Se invece vuole “sbariare”, allora si scrive un romanzo, che so, sulla monnezza e si può dare spazio alla fantasia

Ma le cose a metà sono come la pezzogna, con la carne macinata.

Gomorra è questo carne e pesce.
A qualcuno può piacere a me no.

E ci hanno fatto anche un film che con il libro poco ci azzecca, ma questa è un’altra storia.

In compenso è stata l’occasione per un’ulteriore bagno di folla.

Sono ansioso di leggere il Saviano 2.

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