Passi che qualcuno, non napoletano, giustamente si scandalizzi. Ma conoscendo un poco la città, non vedo nulla di particolarmente nuovo nel manifesto anti-rom del Partito democratico di Ponticelli. Al di là dei “politici” che coraggiosamente fanno finta di rivendicare la paternità del gesto (ma il nome sul manifesto non l’avevano messo), ci sarebbe qualcosa da dire su Ponticelli.
Oggi ho sentito al Tg1 Roberto Saviano dire che nella protesta e nei raid incendiari contro gli accampamenti nomadi a Napoli Est non c’entra la camorra, organizzazione che va solo dove ci sono i soldi. Beh, a parte che i fatti non dicono così e che ci sarebbe da dire tanto su dove e perchè va la camorra, la domanda è: come mai fa “gola” una periferia degradata, brutta e dimenticata?
Il motivo è che Ponticelli è una terra che vale oro.
Lì - entro agosto - andranno costruiti gli alloggi del Pru, Piano di recupero urbano. A Ponticelli sorgeranno centri commerciali, una grande arena per spettacoli e concerti. E ditemi un poco, cosa c’è di meglio del mattone, per muovere interessi? Al momento non ho motivo di dubitare delle operazioni edilizie su quell’area. Ma se è vero com’è vero che la camorra si muove quando c’è interesse (lo dice Saviano oh) allora quale migliore interesse che costruire, case, negozi, ipermercati?
I piddini che si sono lasciati scappare quel manifesto non fanno mea culpa. Mi aspetterei da Walter Veltroni una presa di posizione forte, una indagine interna sull’accaduto. Ma putroppo non penso che accadrà. Del resto, grazie a Bassolino, alla nullafacenza dei tanti ex Ds del triangolo rosso di Ponticelli, San Giovanni a Teduccio, Barra (ricordate il recupero del “Bronx”, la Città dei Bambini”, lo Sferisterio?) quell’area è praticamente finita al centrodestra*. Dal punto di vista politico “tradizionale”, s’intende. No perché lì l’antistato per eccellenza, la camorra, governa a pieno titolo. Non a caso il boss storico, Ciro Sarno, era soprannominato ‘o sindaco.
Politiche 2008 - Municipalità 6 (Barra-San Giovanni-Ponticelli)
CON VELTRONI PRESIDENTE 43,96 %
CON BERTINOTTI PRESIDENTE 4,25 %
CON BERLUSCONI PRESIDENTE 42,37 %
Comunali 2006 - Municipalità 6 (Barra-San Giovanni-Ponticelli)
IERVOLINO RUSSO ROSA 57,04 %
MALVANO FRANCO 37,81 %
(dati Servizio elettorale del Comune di Napoli)



5 Comments Received
Maggio 17th, 2008 @07:23
Speculazione edilizia? Ciro, ma hai visto dov’erano i campi dei rom? Tranne quello tra via Argine e via Malibran, dove effettivamente è previsto un piano edilizio (ma parliamo di un paio d’ettari) erano tutti sotto dei cavalcavia. Quali centri commerciali la camorra costruisce lì?
Non esageriamo evocando sempre la Camorra. Semmai parlerei di aspiranti guappi, di giovanotti e muschilli che volevano mettersi in mostra. Che la camorra governi Ponticelli (come quasi tutta la provincia di Napoli e gran parte della città) è un fatto accertato, ma che spinga per la caccia ai rom mi sembra una deformazione prospettica.
Bisogna mettersi d’accordo su cosa sia la camorra. Se è la criminalità spicciola e predatoria allora la camorra governa tutte le periferie del mondo, da Rio a Bombay. Se la camorra è un sistema, anzi ‘o Sistema, è molto scocciata da tutta quella polizia in strada a Ponticelli. Gli complica gli affari. Persino gli stessi giovanotti incendiari, dopo un po’, si lamentavano di non poter più girare tranquillamente in motorino, senza casco.
Non pecchiamo di anti-savianesimo, stando lì a contraddirlo ogni volta che parla, anche quando (spesso) dice cose sacrosante.
Maggio 17th, 2008 @12:54
Eheh
Sono d’accordo con te quando dici che i campi non erano tutti su suoli di chissà quale importanza strategica. Però alcuni sì. Con un tempismo degno di miglior causa gli architetti del Comune subito dopo il macello sono andati a ispezionare una zona per il Palaponticelli. E la storia del Pru è quella lì…
Cmq, quel che avevo scritto non era per contraddire l’autore di Gomorra, che sia lodato. Più che altro era per vomitare il mio schifo verso chi a Napoli si vanta di essere nel Partito democratico. Poi ovviamente sulla camorra ci sarebbe tantissimo altro da dire - potrei parlare pure io che non sono titolato - ma oggi come oggi, che senso ha?
Ti dico: se discorriamo dei boss che riscriverebbero parti intere di Gomorra o delle copie pirata del libro Mondadori che sarebbero state vendute sotto Natale alla Ferrovia (magari come il Siddharta-Adelphi raccontato dalla grande Valeria Parrella) caro Pietro, davvero, che senso ha?
Maggio 17th, 2008 @19:16
Cmq, quel che avevo scritto non era per contraddire l’autore di Gomorra, che sia lodato
andrai all’inferno per questo.
Maggio 20th, 2008 @20:49
Interessante il tuo punto di vista. Ho detto la mia qui
http://statobrado.wordpress.com/2008/05/17/ponticelli-lotta-tra-zingari/
Luglio 4th, 2008 @09:02
L’ innovazione democratica.
DEONTOLOGIA DI UN PARTITO COSCIENTE.
di LAURA TUSSI
Democrazia è amore per il nostro Paese, con l’umanità delle genti, delle culture, in ambienti naturali e paesaggi da tutelare e rispettare legalmente, nel condiviso interesse per la qualità della vita e il benessere esistenziale nel senso profondo di ospitalità e solidarietà del popolo italiano, rappresentante di un territorio nazionale operoso, creativo, vitale, intraprendente, con intelligenza e tenacia verso strategie democratiche orientate alle sfide globali, mediante politiche di coesione, fiducia, slancio.
Attualmente viviamo in un Paese non all’altezza delle sue ambizioni, possibilità e potenzialità, che rischia di ridivenire una “espressione geografica” con aree forti, integrate a livello europeo e territori marginali e dipendenti, tra ceti in grado di competere con successo a livello mondiale e strati sociali a disagio nell’indifferenza, in lotta con la povertà, la miseria, l’indigenza.
La politica nazionale attuale si rende portatrice di interessi particolaristici con l’affermazione di leader populisti e demagogici, in quanto a livello di tessuto sociale prevalgono pulsioni contrastanti con la democrazia, di cui non si avvertono più le valenze partecipative, costruttive e creative all’interno della società attuale, impedendo che ogni cittadino si riappropri del senso cosmopolita della cittadinanza globale e interculturale contemporanea, tramite l’educazione al dialogo e al confronto con persone di altre culture, al fine di ovviare prepotenti tensioni e schiaccianti pulsioni interne che fomentano ripetuti rischi di chiusure, di intolleranze ed emarginazioni.
La democrazia attuale ristagna relegata tra confini nazionali e si rivela debole rispetto a eventi globali come il tragico deterioramento dell’ambiente e del clima e diviene inerme di fronte ai conflitti internazionali, al terrorismo, e incapace rispetto agli squilibri causati da dinamiche demografiche repentine e asfissianti, verso un modello produttivo e di sviluppo autodistruttivo che condanna intere aree del globo alla miseria, compromettendo la libertà delle nuove generazioni.
La politica deve intervenire, urgentemente. Solamente con una comune ricerca nel solidale impegno sociale e politico si potranno affrontare sfide impegnative a livello glocale superando le barriere ideologiche, i classismi, i settarismi, impegnandoci come uomini e donne, affrontando pregiudizi e discriminazioni.
La politica democratica vuole rinnovare e riformare le strategie democratiche europee costruendo una nuova alleanza tra coloro che vogliono rendere la globalizzazione planetaria un’opportunità per tutti, invece che l’occasione per incrementare la ricchezza, riconfermando e incrementando un potere oligarchico. La democrazia si riconosce nei valori di libertà, dignità, solidarietà, uguaglianza e pace che ispirano la Costituzione Repubblicana con l’impegno di far prosperare queste idee in Europa e nel mondo.
Tali concetti valoriali affondano le radici culturali nel cristianesimo, nell’Illuminismo, nel pensiero politico liberale, in quello socialista e cattolico democratico, nella dialettica tra queste differenti, ma al contempo congruenti tradizioni di pensiero nel confronto con le sfide proposte dalla cultura ambientalista in difesa dell’assetto climatico planetario tramite e attraverso i percorsi culturali maturati nella dialettica del confronto valoriale dei diritti civili, della libertà femminile oltre che nella condanna delle ideologie e dei regimi totalitari del 900, ridefinendo una nuova identità politico culturale.
Il nostro Paese è una comunità culturale e politica fondata sui valori democratici della Costituzione, arricchendo le proprie radici nell’incontro e nel dialogo con altri popoli e culture, nell’unità europea, capace di promuovere lo sviluppo e di valorizzare un comune modello sociale, organizzato intorno ai principi del dialogo culturale e interculturale, della democrazia, dell’inclusione e della partecipazione, al fine di combattere le povertà, salvaguardare gli equilibri ambientali intorno alle direttive espresse ed emanate dal protocollo di Kyoto, rifiutando le logiche dello scontro tra civiltà, salvaguardando la pace nel mondo e combattendo il terrorismo fondamentalista con gli strumenti e i principi della legalità internazionale.
Obiettivo cardine consiste nel trasformare il Mediterraneo in luogo privilegiato di dialogo e confronto dialettico e multiculturale nel crogiolo di popoli, culture e religioni in collaborazione per scardinare ogni possibilità di trasformazione dell’area mediterranea in tragico epicentro di conflitti mondiali.
Occorre infatti garantire la sicurezza di Israele e il diritto del popolo palestinese ad una nazione pacifica e democratica, favorendo l’ingresso della Turchia nell’unione europea e la stabilizzazione dei Balcani.
Parteggiamo per lo sviluppo del modello sociale europeo, per la valorizzazione dei meriti, dei talenti e dell’iniziativa nella promozione di un tessuto sociale solidale per il benessere esistenziale di tutti, uomini e donne. Occorre produrre, proporre e diffondere conoscenze, in obiettivi condivisi in un disegno comune, nel coltivare il capitale umano, la coesione sociale e il senso civico senza i quali i distretti industriali non decollano e la vocazione turistica non sarebbe incentivata e valorizzata. Così mettiamo al centro del nostro interesse e della nostra azione politica il mezzogiorno che, attraverso il Mediterraneo, diventi il principale raccordo e unione attiva tra l’Europa e l’Asia, riformando profondamente il settore pubblico, combattendo le inefficienze, i favoritismi, il clientelismo, la corruzione, nella valorizzazione delle grandi risorse naturali e culturali del mezzogiorno. La politica democratica si spende per attribuire uguali opportunità a ogni persona, per favorire l’affermazione dell’individuo, del soggetto, uomo e donna, con le proprie capacità attraverso la creatività e il merito, contro la gerontocrazia, il nepotismo, il clientelismo che arrestano l’innovazione e mortificano i migliori talenti e di conseguenza attribuiremo sempre maggiore fiducia alla capacità di pensiero e di progetto delle donne, cambiando nella società civile l’atteggiamento culturale verso il femminile, facilitando una rappresentazione mediatica non discriminatoria, stereotipata e arretrata, ma agevolando un processo di valorizzazione delle differenze e delle diversità presenti all’interno del tessuto sociale per compiere pienamente il percorso di parità fra i sessi e tra le diversità ad ogni livello sociale, al fine di realizzare compiutamente le pari opportunità, colmando storiche carenze, latenze, lacune e inefficienze nei servizi per l’infanzia, per i disabili e gli anziani.
Secondo la politica democratica occorre investire maggiormente nell’arte, nella ricerca, nell’istruzione, favorendo la piena internazionalizzazione della nostra comunità scientifica, intellettuale e culturale, spesso segnata da eccessivo provincialismo. Dunque risulta necessario sviluppare e rafforzare un solido sistema pubblico di università con il rinnovamento generazionale su basi meritocratiche del corpo docente. Crediamo e vogliamo una scuola inclusiva, integrata in un sistema europeo di formazione che favorisca e garantisca le pari opportunità, nella valorizzazione di tutte le differenze e di ogni diversità, contribuendo a consolidare un’etica pubblica condivisa intorno ai principi cardine della Costituzione Repubblicana, per una convivenza ispirata alla cultura democratica e civile sempre più multiculturale, tramite le istituzioni scolastiche che sono in grado di prevenire ed estirpare varie forme di razzismo, di violenza e teppismo. Per questo occorre restituire prestigio agli insegnanti.
L’industria culturale della comunicazione italiana deve essere rilanciata in quanto i massmedia costituiscono un settore culturale strategico, veicolo di informazione e cultura, attualmente condizionato dal carattere oligopolistico del mercato televisivo e pubblicitario, a cui si dovranno contrapporre obiettivi valoriali di informazione alternativi, reagendo al degrado della proposta televisiva, puntando, in alternativa alla trasmissione di contenuti qualitativi e ad un’ informazione obiettiva, libera da condizionamenti e interessi di impresa estranei all’attività editoriale, promuovendo la libera circolazione della nozione creativa e intellettuale attraverso la risorsa mediatica delle tecnologie informatiche, considerate un principale elemento di libertà, di eguaglianza e diffusione della conoscenza.
Sul piano nazionale occorre accrescere la cultura e la pratica della legalità, attraverso
una magistratura responsabile e indipendente, tramite una giustizia efficiente che assicuri l’attuazione del diritto in tempi ragionevoli, al fine di liberarci dalle organizzazioni mafiose e dalle forme deviate e devianti dell’esercizio del potere burocratico e politico che tengono soggiogata la società civile, distorcendo i rapporti tra cittadini e istituzioni.
L’intervento pubblico deve valorizzare il ruolo delle famiglie, del volontariato, delle imprese, delle comunità locali nella promozione culturale di molti settori e ambiti di interesse collettivo, dalle politiche sociali, alla tutela del patrimonio storico, culturale e ambientale, dalla promozione dello sviluppo economico, alla formazione professionale dell’istruzione.
Occorre riconoscere il valore fondamentale della Costituzione Repubblicana quale patrimonio comune di tutto il Paese, nel completamento della riforma federale dello Stato, al fine di rendere le nostre istituzioni democratiche più stabili e solide, correggendo le disposizioni portatrici di interesse e di conflittualità, finalizzando direttrici politiche verso governi stabili e autorevoli. Le persone tutte devono essere al centro dell’impegno politico e morale, avulso da un’astratta ideologia. Dunque la centralità della persona nell’accezione filosofica di Maritain e dei filosofi della soggettività, con le necessità materiali, intellettuali e spirituali verso la naturale aspirazione alla libertà e al benessere nei diritti inalienabili dell’essere umano, evitando e aborrendo le mentalità e le politiche volte all’arricchimento esclusivistico e al vantaggio egoistico e personalistico. La società democratica deve sostenere progetti di persone e di singoli soggetti aperti alla valorizzazione dell’altro, degli altri, affermando diritti e riconoscendo doveri, riconoscendo il valore e l’etica del lavoro anche in un denso reticolo di associazioni no profit e di volontariato, difendendo la laicità dello Stato, dei diritti civili, opponendo le spinte democratiche contro tutte le discriminazioni in atto, perché solo il dialogo dialettico tra diverse visioni religiose, culturali ed etiche conduce a soluzioni ragionevoli a livello normativo, condivisibili e rispettose del criterio imprescindibile della dignità della persona umana. La laicità non è un’ideologia antireligiosa in una illusoria e presunta neutralità, ma è intesa come valorizzazione e rispetto dei convincimenti morali, e degli orientamenti culturali delle religioni, le cui energie morali rappresentano un fattore inalienabile della democrazia, quando riconoscono il valore del pluralismo. La laicità dello Stato sancita dalla Costituzione Repubblicana prevede il rispetto della persona nelle sue convinzioni più profonde da integrare pienamente nella comunità sociale, restituendo fiducia ai soggetti disposti a impegnarsi per passione civile nella vita pubblica, nell’associazionismo, in un’ottica di costante ed inesauribile ricerca volta all’affermazione del concetto di persona in senso globale, nella realizzazione del singolo individuo come fonte di valori etici, morali e civili verso una politica di impegno morale e di coscienziosità etica orientati al bene sommo della pace e della convivenza tra popoli e diversità, dove il diverso, il differente siano motivo di arricchimento e imprescindibile valore per la comunità sociale stessa, in un sentimento costante di ricerca interminabile e orientata a coltivare valori e contenuti di progresso nel costante dialogo dialettico tra posizioni e anche opposizioni, nell’insostituibile valore della ragione pensante umana volta ad un’etica morale della filosofia politica del progresso sociale.
LAURA TUSSI
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