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Quante vicende…da E Polis ai rifiuti a Saviano in 1.500 battute

gennaio 4th, 2008 · 15 Comments · Senza categoria

Oddio, da dove iniziare? È come voler tenere la sabbia in una mano.

1.Ebbene sì: sono alle prese con il dramma munnezza in Campania: ho concluso il 2007 con un reportage in nazionale su E Polis (qui c’è la prima e qui la seconda pagina). Se non siete napoletani e volete capirne qualcosa di più, vi chiedo una sola cosa: spegnete la tv e magari  mettetevi su internet.

2. Ebbene sì: Antonio e Gianni Cipriani hanno lasciato  la direzione dei quotidiani E Polis, al loro posto Enzo Cirillo (dal cognome pensavo fosse napoletano ma non mi pare) per 25 anni a Repubblica e poi nello staff comunicazione ministeriale di Pietro Lunardi. Con loro se ne sono andati un sacco di redattori, molti erano diventati buoni amici e validi colleghi di lavoro. Con i Cipriani sono andati via anche numerosi opinionisti: qualcuno l’ha annunciato con garbo, qualcun altro, in maniera antipatica (ed è un eufemismo) ha parlato di “requiem per E Polis”. Dopo il solito e movimentato gesto scaramantico, ho ricordato una frase che mi è stata detta qualche anno fa e che dedico esclusivamente a questi opinionisti: un giornale è come un treno, lo prendi, paghi il biglietto, speri in un tragitto tranquillo, sei cordiale con gli altri viaggiatori. E intanto guardi passare luoghi e persone e magari li annoti nel tuo taccuino di viaggio. E quand’è il momento, scendi senza far troppo rumore. Questione di stile, no?

3. Ebbene sì: Roberto Saviano, il nostro prode anticamorra, ha vinto il Premio “Libro dell’anno 2007″. «Lo scrittore napoletano – scrive l’ansa – è risultato il più votato nella prima edizione del sondaggio lanciato ai telespettatori attraverso il sito della rubrica libri del Tg1 Benjamin».

4. addendum: Sempre su Saviano, il quotidiano “Libero” pubblica la dura accusa di una collega e amica, Matilde Andolfo, circa la verdicità di alcuni passaggi sulla morte di Annalisa Durante. Matilde è autrice del “Il Diario di Annalisa”.

5. addendum: Da gennaio in libreria per i tipi di Newton Compton, “L’impero della camorra – vita violenta del boss Paolo di Lauro” di un altro amico e collega, Simone di Meo.

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15 commenti presenti ↓

  • 1 Chicco Merdez // gen 4, 2008 at 17:48

    Considerando che molti collaboratori e qualche redattore in luglio il treno l’hanno purtroppo perso (e gli stipendi anche), considerando che mi pare ci sia ancora più di qualche pendenza in corso, considerando che il treno quasi quasi stavi per perderlo anche tu (e per fortuna non è capitato), credo non si tratti solo di stile.
    Anche io avrei qualche frase che mi è stata detta qualche anno fa a proposito delle schiene dritte, ma lasciamo perdere.
    A buon intenditor….

  • 2 ciro // gen 4, 2008 at 17:54

    eheh ma se leggi bene ho precisato… una frase “dedico esclusivamente a questi opinionisti”. Ovvero non a chi ha condiviso gioie (e ce ne sono state) e dolori del 2007 di Epolis.

  • 3 Raffaella R. Ferrè // gen 4, 2008 at 18:23

    anche il mio libro va in libreria in primavera ma ti sei scordato di metterlo! Uffa! Per farti perdonare dovrai fare il testimonial pubblicitario e dire a tutti “accattatevillo”

  • 4 ciro // gen 4, 2008 at 18:30

    fare l’uomo sandwitch o come si scrive, per via toledo va bene?
    E dillo che è per Stampa Alternativa altrimenti si offendono!

  • 5 andy // gen 4, 2008 at 19:17

    Ma infatti, vai avanti e si fotte chi rimane!
    E che sia uno straordinario 2008!

  • 6 tonio // gen 5, 2008 at 00:45

    http://brigantilibertari.blogspot.com/

  • 7 Angelo // gen 5, 2008 at 02:54

    @ Ciro @ Matilde

    E’ un po’ tardi, sono quasi le 3….Leggerò…tra qualche ora…Libero e il link del Diario di Annalisa….

    Ho letto giorni fa del libro di racconti curato da C.Raimo (che ancora non ho preso in libreria) in cui Antonio Pascale interviene proprio a proposito di questo “passaggio contestato” di Saviano.

    Che ne dite di ritornarci con un post?
    Approfondiamo?

  • 8 Raffaele // gen 5, 2008 at 12:07

    Ma non sarebbe molto più divertente essere censurati e cacciati?

  • 9 Paolo Mossetti // gen 6, 2008 at 18:30

    Mi prendo la mia parte di responsabilità per aver ospitato, su un sito curato oltre che da me da tanti altri validi collaboratori, l’intervento critico di matilde andolfo, prontamento sfruttato per screditare Saviano (dai “liberi” gironalisti di LIBERO, che ovviamente hanno un lungo curriculum di inchieste sulla camorra… no?).
    Tuttavia, riteniamo e ritengo personalmente che ospitare le opinioni più diverse sia sempre un segno di civiltà.

    Due considerazioni:
    1)le concessioni creative -ammesso che siano tali e non si tratti invece si semplice realtà- sono giustificate se servono a traghettare un messaggio potente e NECESSARIO a milioni di persone (come poi è stato).

    2) Noto con soddisfazione che anche (e soprattutto) i detrattori di Saviano sono preda di una specie di ossessione per lui (tanto che, caro pellegrino, anche tu gli hai dedicato i due terzi dello spazio, togliendolo -per usare tue parole- a temi più importanti).

    Per di più, lasciamelo dire, il nostro caro Simone Di Meo non avrebbe mai pubblicato il suo libro (così come altri autori recentemente finiti su tutti i giornali) se non ci fosse stata il caso Saviano, o come lo chiami tu…

  • 10 ciro // gen 7, 2008 at 00:55

    Caro Paolo replico per punti alle tue considerazioni.

    1. Non si tratta di concessioni, la licenza poetica non è concessa quando si parla di camorra, di atti giudiziari, boss, persone realmente esistite. O documenti o niente. O citi fonti o niente. Ma nel Paese delle fiction non c’è da stupirsi se il cinese o il sarto di angelina jolie vengono presi per veri.
    Come dire, Parigi non val bene una messa, se si tratta di documentare la realtà. Il giornalismo è ricerca e cronaca, scrittura sì, ma soprattutto fatti, fatti, fatti.

    2. Il quadro di ossessionati dall’Eletto che dipingi è vero visto da fuori. In realtà siamo cristiani che vanno a pranzo e cena, vivono, scherzano, stanno ore sotto i palazzi aspettando un avvenimento, la dichiarazione di un politico, il magistrato che rimuova il cadavere dalla strada. Ho un blog da ormai 5-6 anni, parlo di Super Saviano l’anticamorrista quando mi va, utilizzando una cosa bellissima: la libertà d’espressione. Se leggi il blog assiduamente vedi che ci sono altre cose che mi interessano. O che mi angosciano.

    Infine: non voglio fare la difesa d’ufficio di Simone Di Meo, è grande e grosso e si difende da solo. Pero’ il suo libro è frutto di lavoro sul campo e per questo merita assoluto rispetto. Poi magari lo leggiamo e ne discutiamo, ok?

  • 11 ciro // gen 7, 2008 at 00:59

    Angelo (auguri buon anno) ma che è sto libro di Raimo?

  • 12 Matilde Andolfo // gen 7, 2008 at 12:45

    Rispondo a Paolo Mossetti
    Mio caro Paolo,
    avrei tanto voluto chiamarti ma purtroppo non ho più il tuo numero perché ho smarrito il cellulare.
    Tuttavia non posso stare zitta e così decido di parlare pubblicamente.
    Per quanto mi riguarda, sei libero di pensare tutto il male possibile di me in quanto giornalista. Accetto le critiche, accetto il fatto che pensi che io abbia sfruttato il mio intervento. Credo che le critiche siano sempre costruttive.
    Ma qui non c’entra il diritto alla critica. C’entrano, invece, la calunnia (un vero e proprio reato) e la malafede.
    Innanzitutto smettila di dire cazzate. Non mi sono mai sognata di screditare Saviano in quanto scrittore o romanziere. Certo, sono d

  • 13 Angelo // gen 7, 2008 at 22:25

    @ Ciro
    Il libro curato da Raimo per M.Fax contiene proprio il racconto di Antonio Pascale che “legge” le accuse a saviano sul caso Durante.

  • 14 Paolo Mossetti // gen 9, 2008 at 03:40

    Innanzitutto sono calmissimo, invece qualcun altro subito si scalda parlando di “cazzate”.

    Sorvolo sul cellulare smarrito (e la mail? e il sito?)e vado al punto..so solo che per aver ospitato liberamente una lettera aperta ci troviamo citati dai viscidi redattori di LIBERO (che mai hanno fatto in 10 anni una sola inchiesta sulla camorra!) o peggio da certi quotidiani casertani, che addirittura hanno scritto che tu eri parte del nostro gruppo. Noi, che quando Saviano fu minacciato, lo abbiamo difeso strenuamente, senza trincerarci dietro il solito: “non è l’unico, in Italia..” usato da molti tuoi colleghi rosiconi per sminuirlo.. Assurdo..

    Ben ci sta..se siamo giovanissimi come dici, questo lo si vede nell’ingenuità con la quale ci siamo ficcati in questo mondo (il giornalismo campano in generale) corroso e involuto dalle miserrime rivalità, dai dispettucci, dalle calunnie..

    Non entro, non voglio nemmeno entrare nel merito della questione Annalisa ma non ritengo che dal libro di Gomorra esca calunniata, tutt’altro: probabilmente è (anche) grazie al capitolo che lui le ha dedicato che mezza Italia ne è rimasta commossa e indignata.
    Così come è assurdo, a due anni dalla pubblicazione del libro, ancora rimproverare a Saviano di non aver fatto un’inchiesta classica, con citazioni, fonti, etc..come se non si volesse ammettere l’ibrido più che legittimo che costuisce questo romanzo (ripeto, romanzo).

    Riguardo poi alla tua “smania di farti pubblicità”, è un’accusa che ti sei fatta da sola e che io non ho mai pronunciato.’ veramente assurdo che certi giornalisti dedichino i loro siti, il loro tempo contro uno scrittore e basta, tralasciando completamente i contenuti della sua opera.

    Penso che dovresti andare orgogliosa della tua opera, e dell’opera che hai fatto per Annalisa, senza ritornare continuamente su Saviano: dall’esterno appare una vera e propria ossessione, che non si capisce dove voglia parare..

  • 15 Paolo Mossetti // gen 9, 2008 at 03:41

    Innanzitutto sono calmissimo, invece qualcun altro subito si scalda parlando di “cazzate”.

    Sorvolo sul cellulare smarrito (e la mail? e il sito?)e vado al punto..so solo che per aver ospitato liberamente una lettera aperta ci troviamo citati dai viscidi redattori di LIBERO (che mai hanno fatto in 10 anni una sola inchiesta sulla camorra!) o peggio da certi quotidiani casertani, che addirittura hanno scritto che tu eri parte del nostro gruppo. Noi, che quando Saviano fu minacciato, lo abbiamo difeso strenuamente, senza trincerarci dietro il solito: “non è l’unico, in Italia..” usato da molti tuoi colleghi rosiconi per sminuirlo.. Assurdo..

    Ben ci sta..se siamo giovanissimi come dici, questo lo si vede nell’ingenuità con la quale ci siamo ficcati in questo mondo (il giornalismo campano in generale) corroso e involuto dalle miserrime rivalità, dai dispettucci, dalle calunnie..

    Non entro, non voglio nemmeno entrare nel merito della questione Annalisa ma non ritengo che dal libro di Gomorra esca calunniata, tutt’altro: probabilmente è (anche) grazie al capitolo che lui le ha dedicato che mezza Italia ne è rimasta commossa e indignata.
    Così come è assurdo, a due anni dalla pubblicazione del libro, ancora rimproverare a Saviano di non aver fatto un’inchiesta classica, con citazioni, fonti, etc..come se non si volesse ammettere l’ibrido più che legittimo che costuisce questo romanzo (ripeto, romanzo).

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