Bassolino, Radio Radicale e il Governo.it

Al volo:

1. Radio Radicale vara degli stage. Manco a dirlo, non retribuiti.  Ma è lecito che una gloriosa azienda come Radio Radicale, che tra l’altro prende soldi per trasmettere le sedute parlamentari (quando basterebbe un podcast e un microfono) possa pure decidere di proporre stage e non pagarli?

2. Il sito del Governo Italiano ha scoperto gli rss.

3. Su Wikipedia Italia c’è maretta. Basta leggere la voce dedicata al presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino. Qualcuno ritiene che nella voce wikipediana ‘o governatore sia stato santificato, soprattutto per quel che riguarda l’emergenza rifiuti e il deficit sanitario regionale.

Update : nella cronologia delle modifiche alla contestata voce su Bassolino, ho notato un ip (metto solo i numeretti iniziali…) 80.207.xxx.xxx che punta a server della Regione Campania. Strano, no?
Nuovo update: la voce Antonio Bassolino è stata azzerata; ora speriamo che qualcuno contribuisca ad arricchirla in maniera meno faziosa.
Ari nuovo update del 21 giugno: l’ip 80.64.xxx.x che ha modificato la voce bassoliniana è invece riconducibile alla Camera dei Deputati.

16 comments

  1. Circa RadioRadicale, direi che sia lecito, se è vero quanto racconta la voce “stage” di Wikipedia nella pagina della Radio.
    E poi: non è meglio sapere che non sei pagato mentre impari a far qualcosa piuttosto che essere preso per i fondelli cominciando a lavoricchiare in redazioni dove nessuno ti insegna niente?
    Se RadioRadicale farà come nella prima ipotesi, non lo so.
    Ma tu, Ciro, converrai che la Campania (e l’Italia) sono piene di posti che fanno la seconda cosa.

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  2. Ma qualcuno nell’OdG non aveva detto stop agli stage non retribuiti proprio per evitare di danneggiare i colleghi disoccupati?

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  3. Caro chicco, evidentemente sta cosa se la sono scordata.
    Complimenti per il blog.

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  4. Angelo, è verissimo. Ma non è ora che le cose cambino (o comunque che ci si incazzi più spesso?). Da Radio Radicale non me l’aspettavo.

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  5. Gli stagisti non sono pagati perché ricevono un servizio. Imparano appunto.

    Quindi non essendo “imparati”, come direbbero alcuni colleghi, non dovrebbero nemmeno pubblicare ciò che producono, salvo casi particolari o alla fine dello stage.
    In nessun caso però, possono colmare dei vuoti redazionali. Ad esempio durante i periodi estivi, quando le ferie creano delle carenze di organico.

    L’anomalia qui però è doppia. Lo stage si svolge nella stessa azienda editoriale che li organizza.
    Di questo passo finirà che un giornale organizzerà uno stage in prospettiva della maternità di una giornalista o di un aspettativa di un altro collega.

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  6. grandissima la storia di wikipedia e Bassolino ho letto quella voce è vergognosamente di parte !

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  7. @ marassi: è appunto questo il problema. Il fatto è che, purtroppo, molto spesso gli stagisti vengono utilizzati per coprire buchi estivi di organico. Vi ricordate il polverone che era venuto fuori l’estate scorsa al Corriere della Sera? L’estate scorsa hanno detto stop agli stagisti. Solo che continua ad andare così in molte redazioni, soprattutto quelle locali. Poi è vero che gli stagisti vanno in redazione per imparare, ma è anche vero che molti spesso non sono così sprovveduti e già collaborano (magari proprio per la redazione in cui fanno lo stage…) e che la retribuzione (secondo me giusta) se non altro serve almeno a coprire le spese di chi comunque offre un proprio servizio. Sarebbe come dire che è giusto non pagare un pizzaiolo o un farmacista alle prime armi perchè è alle prime armi. Io invece credo che i ragazzi di bottega vadano incentivati.

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  8. Vedi? è questa la confusione che si fa.
    Lo stagista non è come il pizzaiolo alle prime armi, non è un apprendista, è uno studente.
    Se non si esce da quest’equivoco si continuerà a utilizzarli come apprendisti, senza pagarli.

    Oppure stabiliamo che sono apprendisti (non ho niente in contrario) ma allora che vengano pagati in proporzione. Non al pizzaiolo, ma al giornalista professionista (uno dei mestieri meglio pagati in Italia).

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  9. Considerato che nella stragrande maggioranza dei casi chi fa lo stagista in una redazione proviene da una scuola di giornalismo convenzionata con l’OdG e non da un corso per pizzaioli (e di conseguenza ha ricevuto una istruzione specializzata e finalizzata al settore di pertinenza), ritengo giusto che venga pagato. Anche in proporzione al professionista. Ma non può comunque sostituire il professionista. Questo per evitare anche spiacevoli inconvenienti di cui sopra.
    Sai cosa? Sarei invece curioso di sapere se ci sarebbe ancora tutta questa proliferazione di scuole di giornalismo, se le aziende editoriali fossero costrette a pagare almeno un minimo di rimborso spese agli stagisti…

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  10. Sai Chicco, c’è da mettersi l’anima in pace.

    Con un po’ di cinismo ti dico:
    – qual’è quel direttore o editore che non paga uno bravo per tenerselo piuttosto che sfiancarlo, farlo scocciare e perderlo?
    – accenni alle scuole, veri scandali noti a TUTTI. Tutti in fila per una docenza o una piccola markettina. Viene in mente a qualcuno un’iniziativa valida? Sarà l’eccezione (10,100 eccezioni) che conferma la regola.

    Il fatto è – ho l’impressione – che questo mestiere si è imbastardito come tanti altri (medico, insegnante, dipendente dell’usl, chi è che lo fa con passione? chi trova, tra i colleghi, pronto a insegnargli qualcosa?).

    Sono solo un ricordo (da inserire nei libri) la gentilezza di un Lepri, i capiredattori che ti appallottolavano i fogli di carta cento volte, il fumo e la sregolatezza (G.Fusco, Bianciardi, ecc.).

    Oggi devi esser contento se uno “sveglio” come Grauso (Ciro ne sa qualcosa) si inventa una cosa nuova, bella, innovativa, dribblando regole e puntando alla multidisciplinarietà.

    Io gli dico “bravo” (lo dico e lo penso dalle sue prime “follie” con la Rete…).

    Il resto è solo acidità di stomaco.

    Ragazzini/e che imparano prima a far markette che pezzi scritti bene, a contatto con direttori/scamorzine e politici (se si occupano di questo) che tendono ad allungargli una bella banconota da 50 euro per far usc

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  11. Guardate che il vero scandalo non sono gli stagisti ma i praticanti che lavorano gratis e che svolgono il praticantato in redazioni dove non c’è neanche un professionista.
    Ci sono giornali che si reggono così, con il beneplacito dell’Ordine dei Giornalisti.

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  12. @ Marassi
    @ Chicco
    @ Ciro

    Ah, allora, ci siamo! Non è solo una mia impressione (sono un “esterno”, non dimenticatelo), il problema è altrove!

    Redazioni di 20 persone in un unico ambiente, senza norme di sicurezza, senza visite dell’Ordine o dell’Ispettorato del lavoro.

    Giornalisti professionisti? Ci sono entrati a fare campagna per le elezioni dell’Ordine…..

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  13. Ragazzi, stiamo tirando su un bel dibattito. Trovo interessante questa pluralità sanamente inca55ereccia di opinioni sul maledetto/benedetto lavoro.

    @ ciro: un grazie per l’ospitalità

    @ angelo: ti assicuro (e ti potrei portare le prove) che al giorno d’oggi ci sono anche i direttori o gli editori che non assumono quelli bravi ma preferiscono sfiancarli e tenerli nel limbo. Per quanto riguarda fumo, sregolatezza e colleghi che ti “appallottolano” il titolo o la pagina o il pezzo ne esistono ancora (anche qui ho le prove) e ti lasciano nel cuore un ricordo indelebile. Per il resto (imbastardimento, markette politici ecc.) ti do pienamente ragione

    @ marassi: purtroppo è vero

    @ anonimo: fuori i nomi

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  14. Io non cerco un lavoro (ce l’ho) o una seconda retribuzione, non voglio diventare un giornalista. Le attività previste dallo stage mi interessano da un punto di vista formativo e culturale. Ma non sono nè giovane nè “neo”-laureato. Non so se lo stage serve solo per avere un paio di ragazzi che fanno fotocopie o che altro. Una volta il lavoro volontario, la militanza erano apprezzati, chissà quanti hanno cominciato così, a Radio Radicale, al Partito. Cosa potrei fare per “infilarmi” in qualche modo in quelle attività ? Offrire competenze di cui hanno bisogno ? Farmi raccomandare ? : - )

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  15. Caro Dino, beato te che hai un lavoro e trovi il tempo per fare anche altro. E vabbè. Ma il fatto che tu abbia una già retribuzione non significa che gli altri non debbano pretendere che il lavoro venga pagato o comunque che vi siano garanzie da una parte per gli stagisti (non sfruttamento); dall’altra per i giornalisti che non devono essere soppiantati a costo zero in specialmodo in strutture che godono di aiuti pubblici, non ti pare?

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  16. La spazzatura è propedeutica alla Finanza: Bassolino Trading.

    Poverino l’abbiamo trascurato.!Non se lo merita…Ma cerchiamo qui di recuperare il tempo perduto per dissertare sulla grande lenzuolata di Torino accompagnata dai suoi effetti poco speciali targati WV.

    In piena emergenza politca,sanitaria e giudiziaria per i rifiuti la Regione Campania alias il suo Governatore trovano il tempo per lasciare un’impronta pesante nella vita dei posteri campani.Pesante come i debiti infattti di debiti stiamo parlando:un grosso rosso pari a 1,2 miliardi di Euro,pari solo ad una fetta dell’enorme perdenza provocata alla Regione dal dominio rinascimentale del Barone di Afragola.Non contento dell’internazionalità della fama acquisita per la Monnezza Impazzita ora vuole lasciare un’altra traccia nell’Album Mondiale”Arroganza e Faccie di Bronzo”,quasi un Guinness dei primati…Per la seconda volta affida l’emissione di un nuovo prestito obbligazionario all’ UBS di Londra ,il cui consulente si chiama Bassolino II ,baronetto di Afragola con residenza nella City londinese.E’ risaputo che il conflitto d’interessi per la nuova aristocrazia rosso-pompeiano non vale .Lui si riempe la cassa con 750.000.000 di Euro mentre altri 442.000.000 serviranno per estinguere un mutuo contratto nel 2005.Altri 750 milioni di euro che finiranno molto prima che lui vada via( se non viene cacciato o si dimette ma qui anche San Gennnaro è un poco sordo).Il meccan

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