giornalisticamente giornalisticamente il blog di ciro pellegrino

L’arte del pernacchio



gennaio 28th, 2016 · Nessun commento

pernacchio_eduardo_de_filippo

«Figlio mio, c’è pernacchio e pernacchio… Anzi, vi posso dire che il vero pernacchio non esiste più. Quello attuale, corrente… quello si chiama pernacchia. Sì, ma è una cosa volgare… brutta! Il pernacchio classico è un’arte. […] Il pernacchio può essere di due specie: di testa e di petto. Nel caso nostro, li dobbiamo fondere: deve essere di testa e di petto, cioè di cervello e passione. Insomma, ‘o pernacchio che facciamo a questo signore deve significare: tu sì ‘a schifezza ‘ra schifezza ‘ra schifezza ‘ra schifezza ‘e l’uommn. Mi spiego

Eduardo De Filippo in “Don Ersilio Miccio” da “L’oro di Napoli”

eduardo_pernacchio


→ Nessun commentoTags: napoli

È ufficiale: Fabio Fazio non sarà più giornalista. Quindi non farà più ‘interviste’?



gennaio 20th, 2016 · 5 commenti

fabio-fazioFabio Fazio, giornalista pubblicista, dopo la polemica per il suo spot Tim ha confermato che intende essere cancellato all’Ordine dei giornalisti. La notizia arriva dal Consiglio Regionale della Liguria dell’Ordine dei Giornalisti. Ecco la nota che spiega quanto accaduto:
«Il 26 novembre scorso, Fabio Fazio ha scritto al Consiglio Regionale della Liguria una lettera nella quale informava di accingersi a prestare il suo nome, la sua voce e la sua immagine per una campagna pubblicitaria istituzionale promossa da Telecom Italia sui vantaggi delle nuove tecnologie e delle nuove forme di telecomunicazione. Nella stessa lettera chiedeva al Consiglio di valutare se tale attivita’ fosse in contrasto con la sua attività di conduttore televisivo e non di giornalista professionista e di provvedere alla sua immediata cancellazione dall’elenco dei pubblicisti nel caso in cui la risposta fosse stata negativa».

«Il Presidente del Consiglio Regionale della Liguria – prosegue la nota – ha risposto con lettera in data 2 dicembre 2015 ringraziando Fazio per la sensibilità e serietà testimoniata dalla richiesta di chiarimento, indicando le norme deontologiche relative al caso di specie e precisando che il Consiglio dell’Ordine non è competente a rispondere al quesito. Fazio ha quindi inviato la stessa richiesta di chiarimento al Collegio Territoriale di Disciplina con lettera del 15 dicembre 2015. Poiché il Collegio Territoriale di Disciplina non è un organo consultivo, non ha potuto rispondere al quesito posto preventivamente, senza che fosse formalizzato un procedimento disciplinare. In ragione di quanto sopra Fabio Fazio ha confermato la propria volonta’ di essere cancellato dall’elenco dei pubblicisti inviando una nuova formale richiesta al Consiglio Regionale della Liguria».

Dunque Fabio Fazio a “Che tempo che fa” non si produrrà più in interviste, che sono tipiche del lavoro giornalistico? Non cerco il pelo nell’uovo, il cavillo, sto solo chiedendo.


→ 5 commentiTags: giornalismi

Perché a Fabio Fazio viene concesso di essere giornalista pubblicista e testimonial Tim?



gennaio 17th, 2016 · Nessun commento

fabio-fazio

Io non ho nulla contro Fabio Fazio. Però qualche regola ce la dobbiamo dare. Anzi, dobbiamo farla rispettare, visto che la regola c’è ed è molto molto chiara.

Antefatto: Fabio Fazio, conduttore di “Che tempo che fa” su Rai 3 e pezzo grosso dell’intelligencija italiana è giornalista pubblicista dal 1993.
Fabio Fazio fa interviste e non di secondo piano, ma intervista leader politici, intellettuali, imprenditori, uomini e donne del mondo dello spettacolo.

Fabio Fazio, giornalista pubblicista, di recente è stato arruolato quale testimonial della Tim, Telecom Italia Mobile.

Nella Carta dei doveri del giornalista, elemento deontologico che al di là del fatto che vi piaccia o non vi piaccia l’Ordine dei Giornalisti è un caposaldo dell’etica per chi fa questo mestiere, c’è scritto, alla voce “incompatibilità”:

«Il giornalista non assume incarichi e responsabilità in contrasto con l’esercizio autonomo della professione, né può prestare il nome, la voce, l’immagine per iniziative pubblicitarie incompatibili con la tutela dell’autonomia professionale. Sono consentite invece, a titolo gratuito, analoghe prestazioni per iniziative pubblicitarie volte a fini sociali, umanitari, culturali, religiosi, artistici, sindacali o comunque prive di carattere speculativo».

Dunque il giornalista pubblicista Fabio Fazio non poteva prestare la sua faccia per fare da testimonial a Tim.
Ma è molto chiaro il perché: parliamo di una azienda integrata di telecomunicazioni, un colosso italiano quotato in Borsa e con importanti competitor nel Paese. Io mi fido di Fabio Fazio, ma è giusto che un testimonial pubblicitario, un domani, possa intervistare che so, un presidente del Consiglio, un competitor nel campo Tlc, su qualsiasi tema che riguardi la comunicazione, le reti, il web, senza essere in conflitto d’interesse?

Dico io, Fazio non è un povero sprovveduto. Certe cose le sa o gliele vengono a dire.
E allora se questo ‘status’ di giornalista gli è così pesante da non poterne rispettare i minimi requisiti, perché semplicemente non si disiscrive dall’Ordine? Perché non smette di essere giornalista?

Ah: siccome ci sono almeno altri 5-6 grossi casi di giornalisti che prestano faccia e voce a sitauzioni pubblicitarie, io penso sia il momento di intervenire.

Aggiornamento: TvBlog riferisce che Fabio Fazio ha informato l’OdG Liguria

«Il 26 novembre scorso, prima di iniziare le riprese della campagna pubblicitaria, ho inviato una formale comunicazione all’Ordine dei Giornalisti, Consiglio Regionale della Liguria, con la quale ho informato l’Ordine del fatto di accingermi a prestare il mio nome, la mia voce e la mia immagine per una campagna pubblicitaria istituzionale promossa da Telecom Italia sui vantaggi delle nuove tecnologie e delle nuove forme di telecomunicazione.
Ho chiesto all’Ordine di valutare se tale iniziativa sia compatibile con la mia iscrizione nell’Elenco dei pubblicisti e di provvedere alla mia cancellazione con decorrenza dalla data della stessa lettera nel caso in cui fosse ritenuta l’incompatibilità.
Il Presidente del Consiglio dell’Ordine mi ha immediatamente risposto, da un lato ringraziandomi per la sensibilità dimostrata informando l’Ordine anticipatamente, dall’altro affermando di ritenere competente a decidere il Consiglio di Disciplina.
Sono in attesa di ricevere la risposta da parte del Consiglio di Disciplina
»

Non faceva meglio a cancellarsi direttamente?
Tra l’altro quello che attraverso TvBlog dice Fazio è molto strano. Il consiglio di disciplina non può procedere alla cancellazione, semmai può irrogare una sanzione disciplinare ma nient’altro. A cancellarsi deve pensarci il buon Fazio.


→ Nessun commentoTags: giornalismi

La fabbrica di Adriano Olivetti



gennaio 16th, 2016 · 1 commento

olivetti«La fabbrica non può guardare solo all’indice dei profitti. Deve distribuire ricchezza, cultura, servizi, democrazia. Io penso la fabbrica per l’uomo, non l’uomo per la fabbrica, giusto? Occorre superare le divisioni fra capitale e lavoro, industria e agricoltura, produzione e cultura. A volte, quando lavoro fino a tardi vedo le luci degli operai che fanno il doppio turno, degli impiegati, degli ingegneri, e mi viene voglia di andare a porgere un saluto pieno di riconoscenza».

«Abbiamo portato in tutti i paesi della comunità le nostre armi segrete. I libri, i corsi culturali, l’assistenza tecnica nel campo della agricoltura. In fabbrica si tengono continuamente concerti, mostre, dibattiti. La biblioteca ha decine di migliaia di volumi e riviste di tutto il mondo. Alla Olivetti lavorano intellettuali, scrittori, artisti, alcuni con ruoli di vertice. La cultura qui ha molto valore».

Adriano Olivetti (di cui cercherò di capire e scrivere spesso).


→ 1 commentoTags: politica

Concorso ufficio stampa Inps: ecco i finalisti



gennaio 13th, 2016 · 1 commento

inpsRicordate il concorso per ufficio stampa all’Inps, quello che si fa con carta e penna? Ecco i 5 ‘finalisti’. Manco X-Factor…

Incarico dirigenziale di livello non generale – interpello per posto funzione “Ufficio Stampa”. Convocazione candidati ammessi al colloquio.

A conclusione della valutazione delle prove scritte sostenute il giorno 18 dicembre 2015 per la copertura di un posto funzione dirigenziale di livello non generale di Responsabile – ai sensi dell’art 19, comma 6, D. lgs. 165/2001 – dell’Ufficio Stampa dell’Istituto, di cui all’interpello pubblicato con messaggio n.7263 del 2 dicembre 2015, si comunica che i candidati ammessi a sostenere il colloquio con la Commissione esaminatrice sono i seguenti:

BUONOCORE DIEGO
CAMARDA MARIA TERESA
D’AVELLO FRANCESCA
GELARDINI MARCELLO
RICCIONI VITTORIO

Il colloquio sarà volto ad accertare, oltre alle attitudini precipue della funzione giornalistica, la conoscenza, tra l’altro, del ruolo storicamente svolto dall’Inps, la capacità di redazione di comunicati e di coordinamento e gestione dei flussi delle informazioni riferite all’Istituto da e verso l’esterno nonché ad approfondire e valorizzare il curriculum professionale del candidato.


→ 1 commentoTags: giornalismi

I giornalisti precari e Matteo Renzi nel favoloso mondo di Checco Zalone



gennaio 4th, 2016 · Nessun commento

renzi-giornalisti Qualche giorno fa, nella tradizionale conferenza stampa di fine anno, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha detto che no, non esiste sfruttamento né barbarie, né schiavitù, per i giornalisti italiani. Ha detto – motivazione ripresa a pappardella dalla Fnsi – che sono parole pesanti e che le parole vanno ponderate.
Beh, allora ci dica lui quali possiamo usare.
Tra i sinonimi di schiavitù c’è asservimento. Penso vada bene.
Fra i sinonimi di barbarie c’è inciviltà. Calzante.
Tra i sinonimi di sfruttamento c’è esaurimento.
Asservimento: perché un giornalista sfruttato è reso servo (girate al largo con la stronzata del ‘se non mi conviene io non lo faccio': ditelo a un ragazzo che ha appena fatto spendere ai suoi genitori 10mila e passa euro di scuola di giornalismo ed è desideroso di mettersi alla prova con la fantomatica ‘gavetta’ che poi dura mezza vita).
Inciviltà: perché non è da Paese civile non garantire forme di tutela legislativa agli operatori della comunicazione in Italia. La legge sull’equo compenso, distrutta dagli editori (ma è il loro lavoro, li capisco) e dal sindacato Fnsi (ecco, qui capisco di meno, ma se consideriamo che l’ex segretario Fnsi oggi siede in Confindustria è tutto più chiaro).
Esaurimento perché oltre a quello classico, nervoso, di una partita iva che dev’essere giornalista-contabile-esattore-economo per tentare di far quadrare i miseri conti (sistematicamente in rosso) a fine mese c’è l’esaurimento dell’entusiasmo, della voglia di fare questo mestiere e di farlo bene.

La risposta di Matteo Renzi è stata: voglio abolire l’Ordine dei Giornalisti. Motivata probabilmente dall’astio verso l’attuale presidente Enzo Iacopino che nel suo duro discorso introduttivo gli ha spiegato qual è la situazione dell’Italia reale, rovinandogli lo storytelling (leggasi: la storiella) di fine anno col Paese che riparte, la locomotiva Italia che corre e il Jobs Act che regala posti di lavoro.

Abolisci quel che vuoi, Renzi. Ma la verità non puoi abolirla. Puoi solo occultarla, puoi far sì che i media compiacenti ‘coprano’ e cantino la canzone che ti piace. Quando si tratta di giornalisti del resto non è così difficile: sono gli stessi editori che non hanno nessuna voglia  di mettersi da soli sulla graticola.

Al massimo il PresDelCons può crogiolarsi credendo di essere nel favoloso mondo di Checco Zalone.

Perché voi la conoscete, vero, la trama del film che ha guadagnato di più in assoluto nella storia del cinema italiano? Checco Zalone interpreta un cazzone 40enne assunto in un carrozzone di stato a tempo indeterminato che a un certo punto viene riformato, sciolto con le Province e determina il cambiamento (facciamo #cambiamento, con l’hashtag renziano che fa più figo) del bamboccione stesso, costretto a fare i conti con la #vitavera.

Farebbe comodo, vero, una realtà così? Dove i giovani giornalisti (che poi, a 40 anni giovani…) sono in realtà dei perdigiorno mediocri che non vogliono muoversi da casa e convinti di essere Indro Montanelli o Oriana Fallaci, pronti a bestemmiare per ogni cambiamento della loro esistenza. Lo schema è tutto racchiuso in questa visione volutamente distorta dell’Italia, di chi la vive, di chi ci studia e di chi la racconta.

E invece  non è così. Quella una commedia, fa ridere. Quel che succede usciti dal cinema fa ridere un po’ meno. Ma giusto perché siamo inguaribili ottimisti, altrimenti dovremmo stare col fazzoletto in mano.

 

 

 


→ Nessun commentoTags: Appunti per una scuola di giornalismo · editoria · giornalismi · politica

Antonio Gramsci, lettera di Natale alla mamma



dicembre 25th, 2015 · Nessun commento

gramsci

15 dicembre 1930

Carissima mamma, ecco il quinto natale che passo in privazione di libertà e il quarto che passo in carcere. Veramente la condizione di coatto in cui passai il natale del 26 ad Ustica era ancora una specie di paradiso della libertà personale in confronto alla condizione di carcerato. Ma non credere che la mia serenità sia venuta meno. Sono invecchiato di quattro anni, ho molti capelli bianchi, ho perduto i denti, non rido più di gusto come una volta, ma credo di essere diventato più saggio e di avere arricchito la mia esperienza degli uomini e delle cose. Del resto non ho perduto il gusto della vita; Dunque non sono diventato vecchio, ti pare? Si diventa vecchi quando si incomincia a temere la morte e quando si prova dispiacere a vedere gli altri fare ciò che noi non possiamo più fare. In questo senso sono sicuro che neanche tu sei diventata vecchia nonostante la tua età. Sono sicuro che sei decisa a vivere a lungo, per poterci rivedere tutti insieme e per poter conoscere tutti i tuoi nipotini: finché si vuol vivere, finché si sente il gusto della vita e si vuole raggiungere ancora qualche scopo, si resiste a tutti gli acciacchi e a tutte le malattie.

Antonio Gramsci


→ Nessun commentoTags: politica

Il bando di gara per ufficio stampa della Camera dei Deputati



dicembre 22nd, 2015 · Nessun commento

CAMERA_DEPUTATIContratto a tempo determinato di due anni, rinnovabile, giornalista professionista da almeno 10 anni, “comprovata esperienza nel settore della comunicazione, con particolare riferimento alla conoscenza dei new media e dei social media”; esperienza pregressa presso testate giornalistiche anche radiotelevisive o on line, a diffusione nazionale o presso gli uffici stampa di organi, enti o società di rilievo nazionale.

Sono questi i requisiti per diventare Capo ufficio stampa della Camera dei Deputati.

Scadenza della possibilità di far domanda: le ore 12 del 14 gennaio 2016. C’è un modulo di domanda on line dove si può e allegare il proprio curriculum vitae.

Ufficio Stampa Camera deputati: il bando

La Camera dei deputati intende affidare, con contratto di collaborazione a tempo determinato di tipo subordinato, l’incarico di Capo dell’Ufficio Stampa-Responsabile della Comunicazione della Camera dei deputati, che avrà durata biennale, rinnovabile.

A tal fine la Camera intende acquisire le manifestazioni di interesse di giornalisti con un’anzianità di iscrizione all’Albo professionale dei giornalisti professionisti di almeno 10 anni, che abbiano una comprovata esperienza nel settore della comunicazione, con particolare riferimento alla conoscenza dei new media e dei social media, e che abbiano esercitato attività presso testate giornalistiche anche radiotelevisive o on line, a diffusione nazionale o presso gli uffici stampa di organi, enti o società di rilievo nazionale.

I soggetti interessati dovranno inviare entro le ore 12 del 14 gennaio 2016 il modulo di domanda on line, predisposto ai fini della raccolta delle manifestazioni di interesse, nel quale devono dichiarare, sotto la propria responsabilità, il possesso dei requisiti richiesti e allegare il proprio curriculum vitae.

Le manifestazioni di interesse e i curricula pervenuti saranno messi a disposizione dell’Ufficio di Presidenza, ai fini delle successive determinazioni dell’Ufficio di Presidenza medesimo.

I dati personali forniti dai soggetti interessati saranno raccolti presso l’Amministrazione della Camera ai soli fini della gestione della selezione.

AVVERTENZA: La registrazione e la corretta ricezione della manifestazione di interesse sono confermate, al completamento della procedura online, attraverso la ricezione di una mail (in assenza di tale mail di risposta la manifestazione non è stata ricevuta).

 


→ Nessun commentoTags: giornalismi · politica

Napoli, le classifiche sulla qualità della vita e Erri De Luca



dicembre 21st, 2015 · Nessun commento

10929959_10206454301106239_7291405629919177723_nOgni anno arriva la classifica della qualità della vita. Io concordo sul fatto che Napoli sia agli ultimi posti: vivere qui non è agevole né facile.
Però riporto volentieri il pensiero, bello, di Erri De Luca.

«Ignoro i criteri di valutazione ma dubito che siano adeguati allo scopo. C’è qualità di vita in una città che vive anche di notte, con bar, negozi, locali aperti e frequentati, a differenza di molte città che alle nove di sera sono deserte senza coprifuoco. Considero qualità della vita poter mangiare ovunque cose squisite e semplici a prezzi bassi, che altrove sarebbero irreali. Considero qualità della vita il mare che si aggira nella stanza del golfo tra Capri, Sorrento e Posillipo.

Considero qualità della vita il vento che spazza il golfo dai quattro punti cardinali e fa l’aria leggera. Considero qualità della vita l’eccellenza del caffè napoletano e della pizza. Considero qualità di vita la cortesia e il sorriso entrando in un negozio, la musica per strada. Considero qualità della vita la storia che affiora dappertutto. Considero qualità della vita la geografia che consola a prima vista, e considero qualità della vita l’ironia diffusa che permette di accogliere queste graduatorie con un ‘Ma faciteme ‘o piacere’.
Per consiglio, nelle prossime statistiche eliminate Napoli, è troppo fuori scala, esagerata, per poterla misurare».


→ Nessun commentoTags: napoli

Se l’esame da ufficio stampa all’Inps si fa senza computer ma con carta e penna…



dicembre 20th, 2015 · 3 commenti

inps A quanto so da fonte confidenziale le cose sono andate così al concorso Inps per ufficio stampa (quello di cui ho parlato qualche giorno fa)
Duecento le domande accettate, 132 si sono presentati. La prova? Quattro tracce a risposta aperte scritte a mano su un foglio protocollo. Criteri di valutazione decisi ex post. O almeno non non stati comunicati prima della prova. Tre ore in tutto per lo svolgimento.

Le tracce?

1)funzioni e mansioni Inps;
2)Dl, ddl e legge delega: nascita e iter;
3) coniugare ruolo da giornalista e dirigente pubblico in qualità di capo ufficio stampa;
4) comunicato stampa su progetto ‘porte aperte’ e relativo piano di comunicazione.

Con tanto di raccomandazione a tenere il tutto ‘riservato’.

Col cavolo: siamo nel 2015 e non si parla di internet, dei computer, si fa tutto a mano. Ma che è?

Le domande al concorso per ufficio stampa Inps

Le domande al concorso per ufficio stampa Inps


→ 3 commentiTags: comunicazione · giornalismi

Il Teatro San Carlo cerca un addetto stampa. Ma che sia “gentile”



dicembre 15th, 2015 · 1 commento

12373309_10207803181698570_8109646591531877720_n

Il Teatro San Carlo di Napoli cerca un addetto stampa e assistente alla comunicazione e edizioni per un contratto a 3 anni (II livello area tecnico-amministrativa, quindi non contratto giornalistico, strano…).

La domanda si presenta entro il 18 gennaio 2016.
I requisiti per partecipare al bando sono fra gli altri, iscrizione all’OdG (pubblicista o professionista non importa) da almeno 5 anni, precedenti esperienze in enti musicali o simili, laurea in Lettere moderne indirizza musica spettacolo, aver sostenuto un esame di storia della Musica all’università e una lingua straniera conosciuta.

Fra le cose che chiede il bando ce n’è una davvero singolare:
«Il candidato dovrà avere buone capacità di comunicazione ed essere dotato di innata gentilezza…»
Ora il giornalista ufficio stampa dev’essere sicuramente educato e perbene e deve sapersi relazionare. Ma che sia un requisito da bando di gara a me pare quanto meno singolare.

gentilezza

 

Bando di gara ufficio stampa teatro San Carlo (PDF)


→ 1 commentoTags: giornalismi

Di direttori e del morale dei rematori



dicembre 12th, 2015 · Nessun commento

ap7105181197

«….Battevo come un disperato sulla tastiera delle vecchie e mastodontiche Olivetti Studio, pagine e pagine di “orrendo delitto alla Bovisa” e “alba di sangue al Giambellino ” che i fattorini mi strappavano dalla macchina per correre giù in tipografia senza neppure lasciarmeli rileggere, perché non c’era il tempo, non c’è mai il tempo.
Mi vedevo condannato per l’eternità a produrre colonne di piombo su delitti e tamponamenti nella nebbia, inchiodato alla Olivetti Studio. Mi mancavano la stazione, la Questura, mi mancavano i paesi della cintura con gli abitanti ancora sbalorditi dall'”audace colpo” e mi mancavano persino, Dío mi perdoni, i furti di fotografie ai colleghi. Mio padre scuoteva la testa al pensiero del figlio ormai prigioniero del giornale. Mia madre cominciava a temere di avere sbagliato a farmi lavorare, perché studiavo sempre meno e ci avevo preso gusto. E il ragionier Coscia finalmente arrivò in cronaca con una scatola di legno in cui c’erano le lettere di assunzione, per tutti gli “abusivi”.
Tutti meno io. Il ragioniere distribuì le buste con aria disgustata da tanta generosità padronale, se ne andò in silenzio, e mi lasciò solo con il magone. Pochi secondi dopo Nutrizio entrò in cronaca come non faceva mai. Chiese a voce altissima: chi ha scritto oggi la notizia del delitto di piazzale Brescia? Lui, disse il Brambilla indicando me. Bravissimo, è la notizia di cronaca meglio scritta che abbia mai letto in quarant’anni di mestiere. E se ne andò.
L’avrei abbracciato. La notizia non valeva assolutamente nulla e lo sapevo. Ma avevo capito che Nutrizio, il Dio, lo Squartatore, il Re Sole in persona, si era preoccupato di me, del morale dell’ultimo fra i suoi “rematori” nel giorno della umiliazione pubblica.
Seppi più tardi che aveva cercato invano di farmi assumere ma il temibile ragionier Coscia aveva deciso che quindici bastavano, e che la sedicesima assunzione sarebbe stata, chissà perché, di troppo. Avrei voluto abbracciare Nutrizio, dirgli che avevo capito quel giorno che lui era un grande direttore perché sapeva prendersi cura anche di quelli che non contavano niente, perché mi aveva insegnato che il morale dei giornalisti conta più della loro bravura per mandare avanti l’avventura dell’informazione. Invece mormorai solo un “grazie, direttore”, e due giorni dopo tornai nel suo ufficio in penombra nell’alba delle nebbie milanesi per dirgli che me ne andavo per sempre dalla sua “Notte”.
Nutrizio è morto nel 1988 e si è portato via il rimorso di un suo cronista che non trovò mai il tempo di ringraziarlo
».

Vittorio Zucconi – “Parola di giornalista”


→ Nessun commentoTags: giornalismi · napoli

Google
Google